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Metodo pancia lift
Un Nuovo metodo che ha l'obiettivo di sgonfiare e modellare l'addome .
Qual è la differenza tra Il Metodo Pancia lift e gli altri?
Questo metodo lavora sulle origini delle principali cause da gonfiore addominale (Mal di stomaco, colon irritabile,
Meteorismo, tensioni addominali ecc.)
L'innovativo Metodo ha lo scopo di scaricare tutte le tensioni create da Stress e ansia.
Un Metodo duraturo nel tempo, risultati garantiti già dalle prime sedute.
Un nuovo metodo che lavora sulla causa dei gonfiori, sia psicoemotivi che posturali.
MA QUALI SONO I BENEFICI???
-Aiuta a Modellare l'addome
-Aiuta a drenare liquidi in eccesso
-Aiuta a risolvere problemi di ansia e Stress
-Aiuta ad allentare problemi di Dolori lombari
-Aiutare a regolarizzare l'intestino
-Utile per chi soffre di Stitichezza
-Aiuta a migliorare la cellulite
-Aiuta a migliorare le funzionalità respiratorie
Il Massaggio alla pancia può facilitare la perdita del peso se accompagnato da una sana alimentazione, questo perché aiuta a eliminare la costipazione. Favorisce la corretta diuresi e stimola il Metabolismo.
Il Massaggio alla pancia aiuta alla riduzione dell'accumulo di sostane dannose o tossiche all'interno dell'organismo, che sono alla base del gonfiore addominale, causa di malessere e anche inestetismi.
Il massaggio contribuisce all'afflusso regolare del sangue nella regione intestinale, migliorando così il benessere gastrico e digestivo.
Linfodrenaggio Vodder

Il metodo Vodder di Linfodrenaggio Manuale nasce intorno agli anni Trenta, da una brillante intuizione di Emil Vodder un fisioterapista danese, che sostenuto dalla moglie e da medici fisiologi sempre più interessati agli effetti del metodo, ha dedicato gran parte della sua vita allo studio del sistema linfatico al fine di perfezionare la sua tecnica e dimostrarne la validità scientifica.
Il metodo che venne presentato per la prima volta a Parigi riscuotendo un notevole successo, (si parlò di un "metodo rivoluzionario per il trattamento della pelle"), apprezzato in prima istanza nell'ambito di tecniche estetiche, oggi gode di un riconoscimento ufficiale da parte di importanti Società Scientifiche di Flebolinfologia ed è indicato come terapia d'elezione (Golden Standard) nell'approccio fisioterapico di alcune patologie specifiche del sistema linfatico.
Tra i numerosi collaboratori del Dr. Vodder i coniugi Wittlinger, fondatori della Dr. Vodder Schule a Walcshsee (Austria), si sono impegnati nella divulgazione del metodo ponendosi come obiettivo quello di mantenerne l'originalità.
Il Linfodrenaggio Manuale Vodder, annoverato tra le tecniche di massaggio, se ne distingue nettamente per la specifica manualità che, correttamente esercitata, esplica il suo effetto a livello dei tessuti superficiali (cute e sottocute) e non sulla fascia muscolare.
Le varie manualità, esercitate con una o due mani, sui diversi distretti corporei, vengono eseguite in sequenze prossimo-distali che rispettano il decorso dei deflussi cutanei e sottocutanei o meglio epifasciali in direzione delle stazioni linfonodali di competenza di un determinato territorio linfatico.
Un parametro fondamentale è rappresentato dall'alternanza di pressione esercitata manualmente che, non superando i 30-40 mmHg, può variare sensibilmente a seconda dei vari distretti corporei o in presenza di edemi.
È necessario evitare ogni tipo di irritazione della cute (sfregamento, scivolamento, pressione eccessiva e costante, manualità brusche e "di taglio") che possano provocare iperemie reattive, quindi è preferibile non usare oli o creme per evitare di perdere il controllo della manualità che nel suo specifico consiste in un trazionamento della pelle.
L'azione del LDM stimola un aumento della linfoangiomotricità, un drenaggio dell'interstizio favorendo spostamento di liquidi, di proteine e cellule immunitarie ed eliminazione di cataboliti e scorie varie a beneficio della circolazione tissutale.
La tecnica secondo il Dr. Vodder eseguita con movimenti armonici, lenti e ritmici al fine di rispettare i parametri fisiologici del deflusso linfatico e non indurre stimoli che possano provocare "spasmi dei vasi linfatici", favorisce anche altri effetti, dimostrati scientificamente, quali simpaticolitico e antidolorifico.
Si ipotizza anche un effetto sul sistema immunitario con il conseguente aumento delle difese dell'organismo.
Controindicazioni
Il metodo presenta delle controindicazioni assolute e relative.
Controindicazioni assolute
L'utilizzo della tecnica del LDM potrebbe peggiorare o complicare la patologia in atto:
Tumori maligni non trattati
Infiammazioni acute
Infezioni generali o locali (caratterizzate da uno stato febbrile)
Manifestazioni allergiche
Trombosi venosa profonda, tromboflebiti
Edemi degli arti causato da un'insufficienza cardiaca
Controindicazioni relative
Il metodo può essere utilizzato seguendo alcune precauzioni che possono riguardare modalità di esecuzione, durate e frequenza del trattamento:
Tumori maligni trattati
Infiammazioni croniche
Ipotensione
Disturbi funzionali della ghiandola Tiroide (Ipo-ipertiroidismo)
Distonie neurovegetative
Asma
Precancerosi della pelle
Gravidanza
Indicazioni
Il Linfodrenaggio manuale secondo il Dr. Vodder rappresenta la terapia d'elezione nell'approccio fisioterapico di Linfedemi primari e secondari, ma notevoli sono le indicazioni in cui il LDM può essere inserito come terapia associata/complementare a quella fisioterapica e/o farmacologica al fine di favorire una più rapida risoluzione della patologia o ridurne i sintomi correlati. Sempre maggiori sono le richieste di utilzzo di questa tecnica in particolare in caso di:
Insufficienze venose (ulcere venose), vasculiti, claudicatio, flebostasi costituzionali, disturbi circolatori a carico del microcircolo, interventi di chirurgia vascolare (stripping, safenectomie)
Traumi articolari e muscolari, distorsioni, lesioni tendinee, legamentose, esiti di fratture, interventi di endoprotesi, sindrome algodistrofica di Sudek, colpi di frusta, artrosi, discopatie, lombosciatalgie, cervicalgie, sindrome da conflitto a carico dell'articolazione scapolo-omerale
Patologie reumatologiche, poliartriti, artrite reumatoide, morbo di Bechterew
Infiammazioni croniche delle vie respiratorie: sinusite, raffreddore cronico, bronchite cronica e asmatica, otite e tonsilliti ricorrenti ( bambini "linfatici")
Acufeni, Labirintiti, Sindrome di Menière
Patologie a carico del tessuto connettivo (sclerodermia, LES - lupus erythematosus) e del pannicolo adiposo (Lipedemi, lipoedemi localizzati, edema ciclico idiopatico, PEFS, cellulite)
Patologie del SN centrale e periferico, commozione cerebrale, emicrania e cefalea, nevralgia del trigemino, paresi facciale, apoplessia, sclerosi multipla
Distonie neurovegetative (Stipsi, stress, sindrome premestruale)
In ambito dermatologico il Ldm trova indicazione in esiti cicatriziali post interventi di chirurgia plastica o estetica (liposuzione, lifting, blefaroplastica, rinoplastica, cheloidi, innesti e trapianti di cute), dermatiti, eczemi, acne rosacea e vulgaris.
Riflessologia plantare

Breve storia della riflessologia plantare
La riflessologia plantare fa parte di un istinto innato nell'uomo, un retaggio ancestrale che portiamo dentro di noi, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Contrariamente a quanto comunemente creduto, la riflessologia è sempre esistita, sia in Oriente che Occidente, sia in Africa che in America.
All'inizio del Novecento, per merito del Dott. William Fitzgerald, considerato il padre della tecnica moderna, si cominciano a codificare alcuni concetti in tema di riflessologia plantare. Al giorno d'oggi esistono più tecniche con diverse varianti e diverse scuole di pensiero (cinese, olandese, inglese, tedesca, israeliana).
Cos'è la riflessologia?
La riflessologia è una tecnica del benessere che rientra nelle discipline bio-naturali.
La riflessologia non è solo un massaggio, ma è una tecnica manuale di stimolazione, con il semplice uso delle mani dell'operatore, dei cosiddetti "punti riflessi", che sono stati nel tempo mappati. Esistono punti riflessi in tutto il corpo e da qui diversi tipi di riflessologia: plantare, palmare, facciale, auricolare etc.
Nella riflessologia plantare, i piedi vengono considerati specchi del corpo e la pressione esercitata su particolari punti agisce sulle zone del corpo corrispondenti.
Alcuni principi della riflessologia plantare
A grandi linee, e secondo diverse teorie, l'azione riflessa su questi punti mappati, che corrispondono a organi, ghiandole o sistemi del nostro corpo, influisce sugli stessi, con l'intento di operare un riequilibrio dell'intero organismo, alfine di stimolarne le capacità di auto-guarigione.
La stimolazione viene eseguita principalmente mediante movimenti basculanti del pollice, digitopressioni, sfregamenti, pompaggi e, raramente, con l'utilizzo di particolari "bastoncini". Dal punto di vista scientifico il funzionamento della riflessologia non è ancora del tutto compreso, ma sono stati proposti diversi modelli di trasmissione del messaggio.
La Riflessologia è una disciplina olistica e quindi considera l'individuo come un'entità inscindibile di corpo, mente e spirito. Il nostro corpo non è quindi un insieme di parti separate, ma una totalità indivisibile di parti ed il piede stesso è considerato come una "persona in miniatura". Il massaggio delle zone riflesse del piede rientra nelle terapie complementari e può essere affiancata alle terapie convenzionali della medicina ufficiale.
Benefici della riflessologia plantare

Sfatiamo innanzitutto la credenza popolare che la riflessologia serva solo a rilassare.
In realtà il suo campo di applicazione è vastissimo al pari dell'agopuntura, tecnica scientificamente riconosciuta come terapeutica. Spazia quindi in problematiche, ad esempio: neurologiche, endocrine, gastroenteriche, nefrologiche, oncologiche, ginecologiche, osteoarticolari, autoimmuni, etc.
La riflessologia è indicata per persone di ogni età, bambini compresi. Gli anziani, in particolare, la trovano molto efficace per alleviare i dolori provocati da reumatismi e artriti.
Controindicazioni della riflessologia plantare
La riflessologia plantare è una pratica ampiamente sicura, proprio per il concetto riflesso, e i limiti di un trattamento riflessologico sono creati solo da particolari condizioni della regione in cui si effettua la stimolazione. La riflessologia plantare è controindicata nei casi in cui siano presenti vasculopatie degli arti inferiori (es. flebiti, varicosi), piede diabetico, verruche o infezioni micotiche.
Se applicata in modo professionale e qualificato, grazie all'utilizzo di alcuni metodi, si può sviluppare la sua connotazione "diagnostica", oltre l'effetto "terapeutico", rendendo così la tecnica ambivalente e molto più centrata sulla risoluzione di una problematica; ecco perché risulta essere uno straordinario strumento di supporto per molte altre tecniche orientate al benessere e alla cura della persona.
I compiti del riflessologo
Il riflessologo non guarisce, ma aiuta a riequilibrare i sistemi corporei, stimolando le zone meno attive e calmando quelle eccessivamente attive. Il riflessologo non diagnostica malattie, prerogativa del Medico abilitato, ma può riconoscere uno squilibrio di un organo o di un viscere, una tensione sul piano mentale od emotivo.
Un trattamento completo di Riflessologia plantare è mirato al riequilibrio della persona dal punto di vista fisico, emozionale ed energetico.
Craniosacrale: cos’è, benefici e controindicazioni di una tecnica olistica

La terapia craniosacrale è una tecnica della medicina olistica, facente parte della tradizione osteopatica; è pertanto una disciplina eziopatica, incentrata, cioè, sulla ricerca delle cause primarie che provocano i disturbi in una persona.
Breve storia della terapia cranio sacrale
La terapia craniosacrale è una tecnica della medicina olistica, facente parte della tradizione osteopatica. Pertanto viene definita una disciplina eziopatica, incentrata, cioè, sulla ricerca delle cause primarie che provocano i disturbi in una persona.
I principi della tecnica
I principi anatomici sui quali si fonda questo metodo sono la presenza di suture fra un osso cranico e l'altro che ne consentirebbero la mobilità; questa mobilità non sarebbe collegata alle azioni dei muscoli, ma sarebbe generata dalla fluttuazione del liquido cerebrospinale, dalla contrazione di alcune cellule del sistema nervoso centrale, dal movimento del cervello e del midollo spinale nonché dalla presenza delle meningi, che collegano il cranio al sacro.
Tutte queste componenti, in condizione di salute, si muovono in maniera armonica alternando fasi di espansione con fasi di contrazione. Sutherland chiamò tutto questo "Meccanismo Respiratorio Primario" o MRP.
La tecnica della terapia Cranio sacrale
La terapia cranio sacrale consta di manipolazioni dolci delle ossa craniche, viste come un mezzo per interagire con la salute della persona e del sistema nervoso, centrale e periferico. Secondo il Dr. Sutherland, con questa metodica è possibile influenzare il sistema ormonale, trattando le seguenti disturbi:
- disturbi funzionali ginecologici, come ciclo doloroso
- disturbi funzionali del sistema nervoso, come alcuni tipi di cefalea, nevralgie, disturbi del sonno e disturbi visivi come strabismo
- disturbi funzionali dell’occlusione o della masticazione come il bruxismo od il morso incrociato, sinusiti, alcune scoliosi funzionali a partenza cranica
- disturbi funzionali del bambino come traumi da parto, alterazioni della forma del cranio o le tipiche “colichette” gassose o il mal di orecchi.
I benefici della terapia Craniosacrale
Dato che con questa metodica si interagisce con quello che il Dr. Sutherland definì il Meccanismo Respiratorio Primario, bene si può comprendere come i benefici possano essere rivolti a tutto il corpo. Molte persone che si sottopongono ad un trattamento di terapia craniosacrale riferiscono, in seguito, di sentirsi molto rilassate, con la mente più lucida.
Questa tecnica può portare beneficio anche a chi soffre a causa di stress, difficoltà di apprendimento e di concentrazione, iperattività e dislessia. È un’ottima metodica per ripristinare l’equilibrio e distendere il fisico.
La terapia cranio sacrale è delicata e sicura. Per questo motivo viene spesso consigliata in circostanze considerate “rischiose” come in gravidanza e dopo un’operazione. La leggerezza del trattamento lo rendono elettivo per i bambini, anche neonati.
Le controindicazioni possibili
Nonostante la terapia cranio sacrale sia una tecnica non invasiva, mirando a migliorare la funzionalità di un sistema fisiologico, presenta delle controindicazioni quali l’epilessia e le emorragie craniche ed i tumori (se a livello dell’asse cranio-sacrale).
Compito del terapeuta della terapia cranio sacrale
Il compito del terapista cranio sacrale è molto delicato in quanto consiste nel facilitare il meccanismo respiratorio primario, la cui funzionalità è di grande importanza per il benessere della persona considerata nella sua interezza. Ogni trattamento è diverso ed esclusivo, perché rispetta l’unicità della persona e la continua metamorfosi di ogni paziente.
Poiché il ritmo cranio sacrale è molto sottile, l’abilità a percepirlo costituisce una delle principali qualità di un buon terapeuta cranio sacrale e il presupposto essenziale per mettere in pratica le numerose possibilità offerte da questa tecnica olistica.
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Curiosità
Forse non tutti sanno che tutte le fasce del corpo originano dal cranio, pertanto, se paragoniamo queste fasce ai fili che muovono un burattino, facilmente si intuisce come con la terapia cranio sacrale si possa influenzare tutto il corpo di una persona. Inoltre, alcune manovre cranio sacrali possono favorire il parto e ridurre i gonfiori in tutto il corpo.
Hot Stone Massage
Che cos’è il massaggio Hot Stone (detto anche Hot Stone Massage)? Come funziona? Quali benefici porta?

Hot Stone Massage o massaggio Hot Stone è un’antico trattamento che risale fino all’epoca degli egizi; ed è l’unione di conoscenze e metodi terapeutici naturali, quando ancora non c’era la medicina odierna. “Hot Stone” significa letteralmente “pietra calda“, che consiste nell’utilizzo di pietre basaltiche di origine vulcanica, dalle superficie levigate, in grado di trattenere il calore e rilasciarlo lentamente.
L’utilizzo della Hot Stone Therapy è conosciuta anche nella tradizione ayurvedica sia indiana che tibetana, tramite sacchetti di stoffa riempiti di piccole pietre calde e sostanze naturali.
A cosa serve l’Hot Stone Massage? Come funziona?
Questo tipo di massaggio naturale agisce di diversi problemi, regalando molti benefici sia al corpo che alla mente:
Disintossica la pelle.
Aiuta contro la rigidità muscolare.
Aumento della circolazione sia linfatica che sanguigna.
Contro gli stati infiammatori.
Riattivazione dei canali energetici.
Aiuta la mobilità articolare.
Contro la cellulite.

Le pietre vengono scaldate negli appositi scaldini o pentole scalda-pietre, a circa 50/60°, e posizionate sui vari punti del corpo durante il massaggio; possono essere usate anche per massaggiare varie zone del fisico, a secondo del trattamento. Le pietre, rilasciando il calore durante il trattamento, sciolgono le contratture muscolari, riattivano la circolazione e purificano la pelle.
Il massaggio Hot Stone è utile anche in caso di accumulo di stress, affaticamento e stanchezza, sia fisica che psichica, grazie alla sinergia del massaggio manuale insieme alle pietre calde.Durante l’Hot Stone Massage possono essere impiegati anche oli da massaggio, per aumentare l’efficacia del trattamento ed ottenere ottimi risultati. A secondo del beneficio che si ricerca, si possono utilizzare essenze di: limone, pompelmo, rosmarino e arancia amara per un’azione detox, anticellulite, depurativa di pelle e corpo, mentre gli oli di lavanda, timo, menta, rosa e ginepro, hanno un’azione rilassante, energetica e liberatoria sulla mente. Gli oli essenziali, in presenza delle pietre calde, rilasciano più facilmente i loro principi attivi.
Hot Stone Massage per i punti Chakra
I Chakra, secondo le conoscenze e le tradizioni orientali, sono 7 punti recettivi del nostro corpo in cui risiedono le energie vitali, posizionati lungo la colonna vertebrale, e dove ogni punto corrisponde ad un organo del nostro corpo. Il massaggio Hot Stone ha lo scopo di svegliare e riattivare l’energia di questi punti, tramite l’applicazione delle pietre calde sui punti chakra, partendo dal basso verso l’alto (a seconda poi del metodo). Così facendo, l’energia si “risveglia”, risalendo il corpo, aprendo i canali energetici e il flusso.

Per chi è sconsigliato l’Hot Stone Massage?
Questo tipo di trattamento è di solito sconsigliato a donne in gravidanza, chi possiede ferite aperte o lesioni sulla pelle, gravi problemi cardiaci e non è adatto a bambini. Essendo pietre poste ad alte temperature, è sempre bene rivolgersi a centri abilitati ed autorizzati a questo tipo di trattamento.Piccoli consigli dopo il massaggioDopo un massaggio Hot Stone si consiglia sempre di integrare un bevanda calda come tè, tisane o acqua calda con limone, per portare avanti il processo di depurazione del corpo e delle energie.
Digitopressione dinamica
Compressione e rilascio su punti specifici del corpo

Le azioni della digitopressione dinamica riportano gradualmente in equilibrio i flussi energetici
La digitopressione
Quest’antica disciplina si basa sulla considerazione che ogni essere umano altera inconsciamente l’energia dei propri meridiani, con comportamenti o pensieri dannosi al corpo e alla mente.
Compressione e rilascio, le azioni tipiche della digitopressione dinamica, riportano gradualmente in equilibrio i flussi energetici alterati dei meridiani, rigenerando anche la mente. Ciò comporta effetti benefici sul modo di respirare, sulla postura, ma anche sul modo di pensare.
La tecnica di digitopressione aiuta a stimolare il sistema immunitario, a prevenire particolari forme di emicranie, a trattare lievi alterazioni del sistema muscolare, di affaticamento degli occhi, ecc.
I benefici

I benefici, a livello psicofisico, sono molteplici: allentare la tensione, diminuire il dolore, tonificare il corpo, migliorare la circolazione linfatica e del sangue e, in generale, apportare un duraturo benessere al corpo e alla mente.
La tecnica Metamorfica
Il massaggio che cura i nostri traumi infantili

Che cos’è la Tecnica Metamorfica
Ideata e sviluppata in Inghilterra a partire dagli anni ’50 dal riflessologo e naturopata inglese Robert Saint John e successivamente perfezionata e diffusa dal suo collaboratore Gaston Saint-Pierre, la Tecnica Metamorfica più che un massaggio vero e proprio è un delicato accarezzamento eseguito con la punta delle dita, non invasivo, sicuro, facile e gradevole sia da ricevere che da praticare.
Questa tecnica vibrazionale riattiva l’energia vitale per la trasformazione personale e la risoluzione di blocchi e traumi; interessa le zone interne di piedi (punto riflesso della colonna vertebrale), mani e parti centrali della testa.
La «metamorfosi» ovvero l’arte della trasformazione
lasciando andare le limitazioni del passato
La Tecnica Metamorfica nasce in origine col nome di “Terapia Prenatale” in quanto Robert Saint John intuì che nella parte (interna) del piede su cui si trova il riflesso della spina dorsale c’è anche una corrispondenza con il periodo della gestazione.
Come agisce la Tecnica Metamorfica
Nei primi nove mesi di gravidanza, come la Psicoterapia può ampiamente confermare, si programma la matrice emozionale, affettiva ed epigenetica del feto che condizionerà tutta l’esistenza successiva dell’individuo influenzando la qualità della relazione con se stesso e il mondo.
A parte l’abuso del corpo attraverso abitudini di vita distruttive, come l’assunzione di droghe, il fumo, eccessi nel bere e nel mangiare, la maggioranza dei nostri disturbi nasce dal blocco del flusso vitale.
Consideriamo quanto possono essere determinanti gli inconsci blocchi energetici ed emotivi del flusso vitale che si radicano nel bambino come conseguenza all’essere stato una gravidanza indesiderata o a rischio, circondata da un ambiente (famigliare o sociale) poco accogliente o addirittura ostile; ed inoltre il parto: anche il più regolare e privo di complicazioni, di per sé rappresenta il “grande trauma” (ben più intenso della morte) di repentina totale trasformazione, passaggio dall’ovattato stato intra-uterino ad una realtà di gran lunga meno ospitale.
La Tecnica Metamorfica è particolarmente indicata per
- Neonati
- Bambini e Adolescenti
- Donne in Gravidanza e in Post-partum
- Anziani
- Morenti
- Sindrome di Down, Autismo, Iperattività, Aggressività
- Depressione, Ansia, Apatia, Stress, Insonnia
- Mancanza di autostima, Insicurezza, Ossessioni, Fobie
- Incidenti, Traumi, Paralisi
- Dipendenze da alcol, tabacco, droga, cibo
- Qualsiasi patologia sia fisica che psichica
- Momenti di difficoltà e cambiamento (nuovo lavoro, trasferimento, trasloco, separazione, lutto, malattia, infanzia, adolescenza, gravidanza, menopausa, andropausa)
- Tutti coloro che lavorano nel campo delle cure complementari, delle terapie mediche sia naturali che tradizionali e nel campo dell’educazione (genitori compresi)
- Tutti coloro che desiderano comprendere la propria evoluzione, risvegliare l’energia creativa, elevare la propria vibrazione e vivere in armonia
Come si svolge la sessione di Tecnica Metamorfica, frequenza, precauzioni e controindicazioni
Il massaggio completo dura circa 60 minuti (per i bambini possono essere sufficienti anche solo 10 minuti):
1. 20 minuti per piede (i piedi simboleggiano il movimento)

2. 5 minuti per mano (le mani simboleggiano l’azione)
3. 10 minuti sulla testa (la testa simboleggia il pensiero)

Chi lo riceve può rilassarsi in una posizione comoda, sia seduto che sdraiato; lo si può anche auto-applicare su se stessi.
NON sono necessari oli, unguenti o creme, non è richiesta un’atmosfera di concentrazione mentale o meditazione, se lo si gradisce si può chiacchierare, ascoltare musica; l’efficacia del massaggio non viene meno se il ricevente si distrae o si addormenta.
Si smuovono importanti energie vitali quindi è bene non superare una sessione a settimana, la frequenza deve rispettare il sentire della persona e varia a seconda della situazione: alcuni fanno regolari incontri settimanali, altri uno di tanto in tanto, quando ne sentono il bisogno.
Non si può stabilire un tempo necessario perché si manifestino dei cambiamenti; c’è chi li nota già dopo la prima sessione e chi ha bisogno di qualche settimana o mese.
La Tecnica Metamorfica è sicura, non ha controindicazioni ed è adatta a tutti, rientra tra le pratiche massoterapeutiche, per riceverla ci si può rivolgere a praticanti specifici, naturopati, operatori olistici, ma la si può anche facilmente imparare in quanto è accessibile a tutti e non richiede precedenti conoscenze di base.
AROMATERAPIA SU MERIDIANI

Molti principi attivi delle piante sono costituiti da oli essenziali, molecole aromatiche estremamente volatili e molto attive che possono esercitare un’azione favorevole sull’organo in squilibrio ristabilendone l’assetto energetico e, a volte, lo stesso metabolismo. L’aromaterapia è una pratica che appartiene da sempre alle medicine tradizionali; si pensi per esempio all’olio di legno di cedro usato nell’antico Egitto per l’imbalsamazione; a Ippocrate che sottopose gli appestati di Atene a fumigazioni con essenze aromatiche; o ancora, nel Medioevo a Ildegarda di Bingen che usava gli oli essenziali per curare molte malattie.
Tuttavia, nonostante si parli di approccio non invasivo, occorre ricordare che neppure questa pratica “dolce” è esente da rischi, infatti molti oli essenziali sono dei veri e propri veleni e per questo valgono le indicazioni già date per i rimedi fitoterapici. La scelta degli oli essenziali qui riportati si basa sui seguenti criteri: indicazioni terapeutiche tradizionale in alcuni casi, energetica e analogica in altri.
Polmoni
Eucalipto (Eucalyptus globulus)
Ne esistono oltre 700 specie, la pianta proviene dall’Australia e si utilizzano le foglie che hanno il loro tempo balsamico da giugno a settembre. L’olio essenziale ha proprietà espettoranti e antibatteriche dovute al principio attivo l’eucaliptolo.
E’ controindicato in gravidanza e allattamento e per i bambini piccoli soprattutto per uso topico, l’ingestione può risultare fatale. Secondo la teoria della signatura le foglie lobate, ricche di oli essenziali, simili per forma ai polmoni drenano l’acqua sui terreni, così come i polmoni pieni di muco vengono liberati inalando l’essenza della pianta. Simbolicamente l’eucalipto libera i polmoni dalle energie perverse.
Si utilizza con il vaporizzatore o l’aerosol diluendo 4 gocce in 5 millilitri di soluzione fisiologica, proseguire la cura fino alla scomparsa dei sintomi.
Timo (Thymus vulgaris)
Del Timo si utilizza la parte fiorita che ha il suo tempo balsamico in maggio-giugno, l’olio essenziale viene usato con l’aerosol: 1-3 gocce in 2 millilitri di soluzione fisiologica o di soluzione marina. In gravidanza deve essere evitato perché può sollecitare le contrazioni uterine. Ha una forte attività espettorante, ha potere antivirale e antibatterico ed è un calmante per la tosse. Tonifica l’energia del polmone e aumenta la capacità respiratoria, per questo è un ottimo coadiuvante nella cura dell’asma. Oltre a ciò, è indicato nelle forme infettive delle vie respiratorie per la sua attività antisettiva e antivirale.
Cuore
Arancio amaro (Citrus aurantium)
E’ una pianta originaria della Cina e dell’India, ha un effetto rilassante ma allo stesso tempo utile all’umore; calma le palpitazioni, gli spasmi cardiaci e l’insonnia, aiuta a superare la stanchezza. Si consigliano 10 gocce in un diffusore per ambiente, oppure 6-7 gocce su un fazzoletto.
Gelsomino (Jasminum grandiflorum)
E’ una pianta proveniente dall’India di cui si utilizzano solo i fiori, l’olio essenziale di gelsomino è in grado di riequilibrare il ritmo cardiaco, alleviare la paura e stimolare la fantasia. Agisce anche sulla psiche attenuando gli stati di tristezza e aprendo il Cuore all’amore per sé e per gli altri, ridona al Cuore la sua posizione di luminoso e caldo centro dell’uomo. Si mettono 7 gocce in un diffusore o in un fazzoletto, si protrae la cura sino a quando non ci si sente meglio.
Fegato
Lavanda (Lavandula hybrida)
E’ calmante, allevia lo stress e migliora la circolazione. Ha la capacità di far sublimare le emozioni e neutralizzarne l’azione negativa. La sua capacità riequilibrante e rilassante è particolarmente indicata per cancellare la rabbia di cui il fegato si carica. Simbolicamente l’essenza placa l’ira del fegato ma in effetti ha un’azione riequilibrante anche a livello del sistema respiratorio. Agisce molto bene sulla fastidiose cefalee che spesso affliggono il collerico fegato. Diffuso nell’aria il profumo di Lavanda rende l’ambiente accogliente e crea armonia fra le persone. Ha anche un’azione rinfrescante che può contrastare l’eccessivo calore che talora produce simbolicamente l’ira.
Occorre metterne 10 gocce sul calorifero o su un fazzoletto, è l’olio essenziale ideale per profumare la camera da letto.
Menta (Mentha piperita)
Ha un elevato potere aromatico-digestivo ed è indicata principalmente nei problemi gastrointestinali. E’ utile anche in caso di meteorismo, coliche, spasmi e diarree. Può anche eliminare i parassiti intestinali. Occorre ricordare che l’essenza di menta può interferire con le cure omeopatiche. Bastano 10 gocce in un diffusore per ambiente o su un fazzoletto.
Vescicola Biliare
Basilico (Ocimun basilicum)
E’ originario dell’Asia ma ormai è diffusissimo in tutto il pianeta. In Oriente ha un valore simbolico molto elevato perché si ritiene sia la pianta dedicata a Vishnu e Krishna ed è utilizzata per ornare i loro templi. Si pensava che fosse una pianta magica in grado di scacciare gli spiriti. E’ particolarmente indicata in caso di digestioni difficili che necessitano una maggior secrezione di bile. Alcune gocce strofinate sulle tempie eliminano il mal di testa specialmente se causato da una cattiva digestione.
Per l’aromaterapia bastano 10 gocce per profumare l’ambiente oppure nell’acqua del bagno; da evitare però dopo i pasti.
Elicriso (Helichrysum italicum)
E’ noto per il suo potere depurativo e calmante e siccome il il fegato necessita di tempo per “digerire” alimenti ed emozioni, è necessario che la bile sia secreta in quantità adeguata in modo che possa portare un valido aiuto al metabolismo epatico. La pianta ha in sé il segno della bile perché è gialla come il sole. Mettere 10 gocce in un diffusore.
Milza-Pancreas
Limone (Citrus limonum)
Oltre all’elevato potere disinfettante ha una grande efficacia nel miglioramento della circolazione, infatti aumenta la fluidità del sangue. Per questo è utilizzabile per combattere situazioni di difficile drenaggio e di ristagno. Oltre a ciò è un ottimo stimolante del Pancreas. Se ne usano 10 gocce in un diffusore per profumare l’ambiente, non bisogna però eccedere con l’uso perché può provocare collassi.
Calendula (Calendula officinalis)
Serve per drenare e purificare quindi si rivela utile per migliorare il microcircolo, ha un’attività antisettica e antinfiammatoria. Dal punto di vista della signatura, contiene gli elementi della rigenerazione: il fiore si apre al sorgere del sole e si chiude al tramonto, per questo alcuni la chiamano Calendula la sposa del sole. Per altri, invece, è il fiore dei morti a causa del suo cattivo odore che ricorda la putrefazione: dalla corruzione del corpo alla rigenerazione. Se ne usano 10 gocce in un diffusore per l’ambiente, oppure 6 gocce da aggiungere all’acqua calda del bagno.
Stomaco
Rosmarino (Rosmarinus officinalis)
E’ una pianta tonificante con un elevato potere stimolante; l’olio essenziale nel corpo migliora tutte le funzioni organiche, in particolare è un valido coadiuvante per la digestione ed è persino utilizzato per aumentare l’appetito in caso di anoressia. Viene usato per suffumigi, da eseguire una volta al giorno, aggiungendo 20 gocce di olio essenziale a mezzo litro di acqua bollente; oppure si possono mettere 15-20 gocce di olio essenziale nell’acqua calda del bagno rimanendo in vasca per almeno mezz’ora.
Finocchio (Foeniculum vulgare)
L’olio si ricava dai semi di finocchio che sono ricchissimi di una sostanza, l’anetolo, che ha un elevato potere digestivo. Funziona anche come aperitivo. L’olio essenziale va assunto per bocca, 2-4 gocce su una zolletta di zucchero, oppure in un cucchiaino di miele dopo i due pasti principali.
Achillea (Achillea millefolium)
E’ una pianta erbacea perenne di cui si utilizzano i fiori che hanno il loro tempo balsamico all’inizio dell’estate. L’olio essenziale è il principale derivato di questa pianta ed è ricchissimo di camazulene, che possiede proprietà antiallergiche e antinfiammatorie. L’Achillea contine anche i lattoni che sono amari e tonici con proprietà stimolanti sulla digestione. Il nome della pianta trova radici nella mitologia con Achille detto Piè veloce, che ricevette da Chirone la conoscenza della pianta come uso terapeutico, infatti l’Achillea accelera i processi digestivi.
L’olio va assunto per bocca, 1-2 gocce su una zolletta di zucchero o in un cucchiaino di miele, per 1-2 volte al giorno.
Intestino Tenue e Intestino Crasso
Camomilla (Matricaria chamomilla)
L’olio essenziale di Camomilla è utile per calmare gli spasmi addominali, fa circolare l’energia nell’intestino crasso ed è ricco di azulene. Se ne consiglia l’uso orale, 1-3 gocce su una zolletta di zucchero o un cucchiaino di miele 1-3 volte al giorno.
Zenzero (Zingiberis rhizoma)
Viene utilizzato il rizoma che si raccoglie quando i fiori sono appassiti. Presenta buone attività stimolanti di tutto il tubo digerente stimolando la digestione ed è efficace soprattutto contro la nausea. Viene assunto per bocca, 1-3 gocce su una zolletta di zucchero o un cucchiaino di miele, tutte le volte che è necessario.
Reni
Fior di loto (Nelumbo)
E’ una pianta collegata ai Reni non solo perché vive nell’acqua ma perché può calmare la sete. Viene associata a questo organo perché stimola la volontà, è un rimedio psichico in quanto migliora la consapevolezza di sé intesa come voglia di vivere, che tradizionalmente ha sede nei Reni. Si diluiscono 6-7 gocce di olio essenziale in alcuni cucchiaini di olio di mandorle e si massaggiano le zone dei lombi.
Geranio (Pelargonium)
Le sue proprietà toniche e rinvigorenti rimettono in circolo l’energia vitale che ha sede nei Reni. Poiché è un valido riequilibratore ormonale ha la funzione di ristabilire la potenza creatrice che sta “nei lombi”. Se ne mettono 10 gocce in un diffusore per ambienti.
Coriandolo (Coriandolo sativum)
Ha un elevato potere battericida e secondo l’Ayurveda è in grado di disgregare i calcoli renali. Si diluiscono 6-7 gocce in alcuni cucchiaini di olio di mandorle e si massaggiano le zone dei lombi.
Vescica
Ginepro (Juniperus communis)
Ha le funzioni drenanti, diuretiche e diaforetiche, antisettiche: 20-30 gocce nell’acqua del bagno, o 1-2 gocce in mezzo cucchiaino di miele 2-3 volte al giorno.
Sandalo
L’olio di Sandalo viene da sempre usato per la meditazione, infatti aiuta la concentrazione e per questo lo si collega alla vescica, simbolicamente l’organo che aiuta la concentrazione. E’ anche efficace nelle infezioni urinarie. Alcune gocce in un diffusore nell’acqua del bagno possono attenuare le manifestazioni delle cistiti, ma anche delle sindromi premestruali e della menopausa.
Massaggio Liftante Viso

Avere un viso tonico e sempre giovane è possibile grazie al lifting manual,un trattamento di bellezza che ha fatto innamorare diverse donne al mondo.
Il viso tonico e sempre lucente è frutto di questo trattamento .
L’azione del trattamento è immediata e non servono gli interventi dei bisturi e delle punturine.
Scopriamo insieme in cosa consiste questo massaggio.
Si tratta di un vero e proprio massaggio al viso con effetto antirughe che consente
di ottenere degli ottimi risultati già dalla prima seduta.

Il trattamento inizia sbloccando il diaframma, per garantire una maggiore ossigenzione dei tessuti,
poi si procede con il processo di tonificazione dei muscoli.
Il risultato è sorprendente ,perchè l’effetto che dona è quello del classico lifting.
Il massaggio viene praticato solo con le mani , in aggiunta si applica una fiala di Collagene o
Elastina oppure Acido Ialuronico, in base alle esigenze. Il movimento è lento e profondo
e va a ripristinare l’assestamento muscolare.
Attiva la circolazione sanguigna ,rende il muscolo tonico e illumina il volto .
Si tratta di un trattamento al viso non chirurgico ma estremamente efficace ,che va sempre
più per la maggiore ed è consigliato perchè non invasivo come la chirurgia.
Massaggio miofasciale

Importato dagli Stati Uniti d’America, il massaggio miofasciale prende il nome dal suffisso “mio” che deriva da muscolo e “fasciale” da fascia. Si tratta di una tecnica di terapia manuale che non lavora sui muscoli, ma tra i muscoli (cioè sulla fascia che li riveste); essa trae le sue origini dall’osteopatia di Andrew Taylor Still, la terapia che si basa sul contatto manuale per la diagnosi ed il trattamento, la prima che ha messo in risalto l’importanza della fascia intesa come tessuto connettivo che riveste l’organismo a livello sottocutaneo. Pur richiedendo da parte dell’operatore grande precisione e buona conoscenza dell’anatomia, il massaggio miofasciale è di facile esecuzione e può essere modulato in base alle necessità del destinatario.
Come lavora
I muscoli del corpo sono disposti in fasce ordinate avvolte da guaine di tessuto connettivale che formano una rete estesa chiamata sistema miofasciale. Il metodo utilizzato per questo massaggio neuromuscolare lavora proprio su questo ampio tessuto elastico agendo al contempo sul fronte muscolare e nervoso. La pressione esercitata dal massaggiatore è forte ed energica, indirizzata alle fasce muscolari interessate, rendendo i muscoli più elastici e vivaci e riattivandone le funzioni. Il massaggio svolge quindi una azione mirata sul liquido interstiziale, il lubrificante dei muscoli e per questo incrementa la fluidità del movimento. Agisce quindi liberando da tensioni, ristagni e stasi la parte di tessuto connettivo (fascia) che riveste il muscolo facendo sì che il muscolo scorra liberamente nella sua guaina di contenzione. L’utilità di questa azione è magnificata soprattutto nel gesto sportivo; il “motore” muscolare, essendo ben oliato, darà il massimo in termini di performance sportiva ed eviterà traumi muscolari. Ecco perché il massaggio miofasciale è particolarmente indicato per gli atleti.
Non solo per gli sportivi…
Con i dovuti accorgimenti, il massaggio miofasciale è una tecnica valida per chiunque, particolarmente efficace nel trattamento delle rigidità e nel caso di contratture a carico della muscolatura, anche di tipo cronico. I benefici consistono quindi nel miglioramento della postura e nella risoluzione dei dolori muscolo articolari.
La seduta tipo
In un’atmosfera calda e avvolgente, resa tale anche da luci soffuse e musica di sottofondo, il paziente deve riuscire a rilassarsi completamente, cercando di allontanare i pensieri della vita quotidiana. Prima di allora, però, il massaggiatore avrà chiesto al paziente di fornire qualsiasi informazione utile sui disturbi che lo affliggono. Il massaggiatore continuerà quindi a mantenere un contatto verbale con il paziente per l’intera durata del massaggio, illustrandogli le varie manovre che esegue e chiedendogli di cambiate posizione ogni volta ciò si renda necessario.
La seduta ha inizio con il paziente sdraiato in posizione supina, con il massaggiatore che esplora il corpo con manovre, cercando di individuare i punti di tensione. La palpazione dello stato connettivale permette di capire chiaramente se sotto lo stato dermico esistono tensioni muscolari. Operando sullo strato connettivale in tensione per via riflessa, il massaggiatore ottiene quindi la distensione dello stato muscolare. Dalla posizione supina passa poi a quella prona.
Fin dalla seduta successiva, che può avvenire anche a distanza di 3/4 giorni, le manovre diventano più energiche e le pressioni più profonde, nel rispetto delle caratteristiche fisiche del paziente. Una seduta dopo l’altra, il corpo risulterà sempre più sciolto e di conseguenza penetrabile. Le prime sedute non avranno una durata maggiore di 40 minuti, per non sottoporre il fisico ad eccessivo stress; una volta che il paziente si sarà abituato al trattamento, esso potrà anche raggiungere la durata di 90 minuti.
Le manovre nel dettaglio
Il massaggio miofasciale inizia partendo dalla zona della cervicale e procedendo sulle scapole e sui paravertebrali fino a raggiungere la zona lombosacrale. Il metodo di massaggio neuromuscolare miofasciale si serve di manovre comuni quali pressioni forti ed energiche decontratturanti, effettuate con i pollici e dita tese su tutta la parte da trattare, che si alternano a scivolamenti lenti ma intensi e di tecniche specifiche che agiscono proprio sulla fascia connettivale e sulla muscolatura. Per gli scivolamenti, ad esempio, l’operatore appoggia le mani a lato della colonna vertebrale, appena sotto il collo, e fa scivolare le mani scendendo ai lati della colonna vertebrale fino a raggiungere le natiche. Scivolando le mani verso il basso, gli avambracci del terapista entrano in aderenza con la schiena. Quando le mani si trovano poco sotto la linea dei fianchi, il movimento si apre verso l’esterno. La mano passa da chiusa ad aperta e, senza interrompere il movimento, l’operatore risale sfiorando la schiena e sempre esercitando pressione spinge le spalle verso il basso terminando il movimento lungo tutte le braccia.
Le manovre più specifiche del massaggio miofasciale agiscono attraverso la delineilizzazione che consiste nell’effettuare pressioni verticali che costeggiano tutto il perimetro muscolare e lo scollamento nel quale il terapista esegue un’azione trasversale per spostare lateralmente il muscolo. Pressioni sui muscoli paravertebrali sono pure parte di questa tecnica. Si comincia dalla zona sacrale ove le mani sono appoggiate con i pollici ad una distanza di circa 2 centimetri dalla colonna vertebrale e poi vengono praticate delle pressioni perpendicolari tra gli spazi vertebrali utilizzando i polpastrelli dei pollici. La pressione viene mantenuta per almeno 4 secondi, cercando di coordinarla con il respiro del ricevente. Solo durante l’espirazione, si compiono le pressioni che saranno ripetute fino alla base del collo. Altra tecnica utilizzata è l’impastamento: le mani a forma di ‘L’ sono appoggiate sulla zona da trattare, poi si afferra e si spreme la massa carnosa con i pollici che si muovono verso gli indici. Passaggio dopo passaggio ci si muove dal basso verso l’alto. Questa tecnica rilassa e distende i muscoli.
La respirazione
Il legame tra terapista e ricevente è talmente importante che, come detto sopra, prevede la sincronizzazione della respirazione tra i due. Quando si inspira, la tensione muscolare aumenta sensibilmente, in particolare nella zona del tronco; quando invece si espira, si decontraggono i muscoli e legamenti che diventano morbidi e cedevoli. Per questo il terapista deve chiedere al contraente di assumere un ritmo respiratorio lento e regolare, contando fino a 5 durante l’inspirazione e l’espirazione. Il terapista esercita pressione mentre si espira e rilascia mentre si inspira.
Effetti dopo la seduta
In seguito all’azione profonda sul corpo prodotta dal massaggio miofasciale, ci sono soggetti che provano un benessere immediato consistente in una aumentata libertà di movimento e una sensazione di leggerezza e altri che, invece, accusano una stanchezza profonda; per questi ultimi i benefici sono solo rimandati. La tecnica è in grado di migliorare nel tempo sia la postura, sia la fluidità dei movimenti e di conseguenza la qualità della vita quotidiana e sportiva. Si consiglia un ciclo di almeno 10 sedute.
Controindicazioni
Non devono assolutamente essere trattate tutte quelle zone dove sono presenti infiammazioni importanti, ove ci sono situazioni vascolari compromesse e ove ci sono edemi.
Massaggio Olistico: cos’è e quali funzioni ha

Le funzioni del Massaggio Olistico
L’operatore personalizza il trattamento in base alle esigenze specifiche della persona e, attraverso il contatto fisico, stimola la comunicazione tra mente e corpo, affinché eventuali blocchi energetici e muscolari si sciolgano.
Le tensioni possono essere superate attraverso stimoli tattili sul corpo, tenendo conto dell’unicità dell’individuo come insieme di energie, emozioni, razionalità e sentimenti. In questo modo l’energia viene risvegliata e innesca un naturale processo di guarigione e di rinnovata vitalità.
Un buon Operatore del Massaggio olistico, non solo padroneggia le varie tecniche di massaggio, ma possiede anche una buona conoscenza dell’anatomia umana, sa come intervenire e cosa succede al corpo durante la manipolazione.
Attraverso le diverse tecniche utilizzate, il massaggio olistico può svolgere una funzione decongestionante oppure stimolante. Nel primo caso le tossine vengono smaltite, al fine di depurare l’organismo. Nel secondo caso la manipolazione è mirata alla tonificazione dei muscoli.
Rispettare competenze e ruoli
Va ricordato che il massaggiatore non è un medico, né un fisioterapista, dunque è bene evitare di lavorare su soggetti con gravi problemi fisici o con infiammazioni articolari (artriti etc.), lasciando l’intervento a chi di competenza.
Massaggio Olistico in sintesi
- Il massaggio olistico è un tipo di trattamento che agisce sui meridiani energetici, combinando diverse tecniche di massaggio e integrando terapie naturali con la finalità di ripristinare il naturale equilibrio energetico.
- Il trattamento è personalizzato in base alle esigenze specifiche della persona affinché eventuali blocchi energetici e muscolari si sciolgano.
Massaggio metamerico

Quando si parla del massaggio metamerico molti non sanno che si tratta di un tipo di trattamento davvero potente. Altri non sanno esattamente di cosa si tratta, ma vorrebbero saperlo al più presto. Molti amanti del massaggio vorrebbero scoprire di cosa si tratta realmente e quali sono i disturbi che può curare o alleviare. Andiamo a vedere insieme cosa può fare questa tipologia di manipolazione piena di benefici.
Non si tratta di una semplice seduta rilassante o energizzante.
Il massaggio metamerico è un trattamento molto più complesso, profondo e benefico sotto vari punti di vista.
Non si tratta solamente di annullare praticamente il 90 % dei dolori di origine nervosa. Ma si tratta di sconfiggere anche problematiche come ad esempio la sinusite e vari problemi respiratori.
Questo accade perché il massaggio metamerico lavora nell’organismo agendo in profondità e lavorando sulle nervature che si irradiano verso gli organi e le diverse parti del corpo. Più specificatamente, può alleviare il mal di schiena, i dolori nella zona addominale, i dolori relativi o riguardanti le articolazioni (anche, ginocchia, spalle, gomiti, polsi, mani e molto altro…). Ma perché il massaggio metamerico riesce a fare tutto questo? La risposta è semplice: è in grado di riequilibrare il sistema nervoso.
Per effettuare questo trattamento, è importante anche sapere su quali principi del sistema nervoso funziona questo tipo di massaggio. Bisognerà anche sapere quando effettuarlo, in quali parti del corpo lavorare e quando non è il caso di trattare la zona. Per questo, per effettuare questo insieme di particolari manovre è importante affidarsi ad un corso adeguato.
La cosa a cui molti non credono è che questa tipologia di trattamento, non solo allevia stress e dolori, ma è anche in grado di eliminare i “difetti” del viso. Quindi può contrastare le borse sotto gli occhi, la pelle alipidica o grassa, le occhiaie, la follicolite, i problemi di couperose e molto altro. Per eliminare questi inestetismi, i dolori al viso e mal di testa, bisognerà andare a lavorare alla base del cranio. Sembra impossibile, ma è così. Il massaggio metamerico ha anche queste potenzialità.
Si tratta di un trattamento che agisce a livello psicosomatico… lavorando quindi contemporaneamente su corpo e mente. Quindi, di conseguenza, è in grado di curare i disturbi psicosomatici che derivano dal fatto che la nostra mente è in continua relazione e comunicazione con il corpo, trasformando elementi negativi (come lo stress) in dolori e fastidi.
Un grosso stress a livello emotivo, si somatizza sull’organismo dando origine a degli scompensi e a delle problematiche. Queste tensioni accumulate sono quelle in cui il massaggio metamerico andrà a lavorare. Questo trattamento è importante perché, se le tensioni non vengono una persona non sentirà mai su di sé un benessere generale.
Il massaggio metamerico è quindi un trattamento psicosomatico molto efficiente, che allevia i dolori donando un’immediata sensazione di alleggerimento al paziente.
Perciò sarà possibile usarlo ogni qualvolta una persona dirà di avere un problema del genere.
Perché si chiama così? Perché prende il nome dai “metameri“, delle fasce nervose che si trovano sulla schiena, sulle quali il massaggiatore va a lavorare. I metameri si tendono ogni volta che una persona è particolarmente stressata, e creano delle alterazioni del sistema nervoso.
Se decidi di imparare ad effettuare un massaggio metamerico, sappi fin da subito che il tuo obiettivo e compito sarà in primo luogo quello di trovare le aree particolarmente tese, per iniziare poi a lavorare e ristabilire l’equilibrio psico-fisico del paziente.
Come dicevo in precedenza, questo tipo di massaggio è capace di dare sollievo anche a coloro che soffrono di disturbi respiratori come sinusite e raffreddori cronici, che peggiorano o migliorano in base alle stagioni. Com’è possibile che sia in grado di fare questo? È semplice. Lavorando sulle nervature localizzate sulla schiena si potrà agire anche su quei nervi che vanno ad innervare gli organi della zona anteriore del corpo. Di conseguenza, si farà del bene anche a problemi relativi alla zona nasale.
È giusto sapere anche che questa tecnica, lavorando sul sistema nervoso, potrà anche permettere ai pazienti di alleviare tutte le condizioni di stress e dolori fisici, ma anche stati di ansia, depressione e problemi di insonnia. Inoltre potrà contrastare gli attacchi di panico, aiutare le persone con dipendenza da psicofarmaci, coloro che soffrono di tachicardie ed altri problemi a livello cardiaco, potrà alleviare le sensazioni di soffocamento, l’eccesso di dinamismo o la mancanza energie, l’anoressia e la bulimia, ed alcune difficoltà digestive.
Ovviamente, è importante che, come sempre, il paziente dovrà consultare il proprio medico prima di sottoporsi a questo trattamento. Questo perché il massaggio non può sostituire una cura medica se ce n’è un reale bisogno, anche se tuttavia potrebbe accompagnarla e massimizzarne gli effetti benefici. Inoltre dovrebbe parlare con il massaggiatore spiegando i suoi sintomi almeno in parte. Questo darà un quadro completo al professionista per poter iniziare il massaggio nel modo più corretto in ogni singolo e specifico caso.
Oltre ad effettuare questo trattamento, è possibile consigliare ai propri pazienti di gestire al meglio tutte problematiche psico-fisico correggendo il proprio stile di vita e migliorando le proprie abitudini: mangiando in maniera sana e facendo una regolare attività fisica.
L’alimentazione, si sa, influisce su tutto e quindi è sempre importante prestare attenzione a ciò che si mangia. Per quanto riguarda il movimento il concetto è lo stesso, ma si suggerisce anche perché l’attività fisica favorisce il rilascio di endorfine nel cervello. Questo migliorerà l’umore della persona e la qualità del sonno. Queste sono sicuramente le basi per poter raggiungere un benessere generale, da abbinare a dei trattamenti periodici basati sul massaggio metamerico.
Ricorda sempre che questo insieme di manovre è davvero in grado di aiutare le persone a sentirsi meglio ed a superare i problemi psicosomatici.
Massaggio Ayurveda – Abhyanga

Il massaggio è un’antica arte e l’Abhyanga è il Massaggio indiano praticato con olio caldo.
Il massaggio è sempre esistito in tutte le tradizioni, le civiltà e le pratiche, le azioni applicate in un massaggio sono molteplici, per esprimere un sentimento, come nel caso del massaggio della mamma al bambino; per indurre rilassamento; per disintossicare l’organismo, per tonificare i tessuti o per alleviare dolori e tensioni.
In India, la pratica del massaggio è quotidiana ed inizia dalla mattina, si abitua l’individuo ad essere massaggiato fin dalla nascita.
Il massaggio viene considerato come forma di prevenzione per mantenere il proprio equilibrio e armonizza i Dosha Vata, Pitta e Kapha, che sono le tipologie costituzionali ayurvediche, gli umori biologici; si eliminano Ama, le tossine fisiche e mentali, creando una successione di emozioni positive.
Il massaggio ayurvedico è considerato un valido metodo per eliminare lo stress e ridurre le tensioni nervose, è un efficace aiuto per la prevenzione delle malattie, preserva l’equilibrio psicofisico e ha effetti di potenziamento delle difese immunitarie.
Il massaggio ayurvedico viene praticato a digiuno e si consiglia di bere acqua, eseguito su un lettino di legno.
Il massaggio ayurvedico viene effettuato da uno o due operatori, a due mani o a quattro mani, eseguono manualità avvolgenti, riscaldanti e rilassanti, le mani scivolano su tutto il corpo con l’aiuto di oli vegetali precedentemente riscaldati arricchiti con oli essenziali o preparati con spezie e piante officinali a seconda dello squilibrio e del dosha da riequilibrare.
I BENEFICI
Numerosi sono i benefici di questo massaggio tra cui:
Attivazione e normalizzazione della circolazione sanguigna e linfatica
Azione favorevole sulla colonna vertebrale
Tonificazione del tessuto muscolare
Miglioramento dello stato psicologico
Buon funzionamento dei processi ormonali
Perfezionamento dell’interscambio dei fluidi corporei con massima eliminazione delle tossine
Positiva azione sul sistema nervoso, calmare o stimolare i nervi attraverso l’uso di tecniche specifiche, favorevole, quindi, per tutti i disturbi legati a tensione, stress, ansia e nervosismo
Particolarmente indicato su insonnia, emicrania, stanchezza e digestione
Fa lavorare meglio gli organi emuntori
Efficiente nelle contratture, distorsioni, stiramenti muscolari, edemi degli arti e crampi, gonfiore addominale, stipsi
Sollievo nel mal di schiena e miglioramento della circolazione alle gambe e in generale
Stabilizzante per i bambini
Perfezionamento dell’idratazione e della luminosità della pelle, rimodellamento del corpo, riduzione del grasso e della cellulite, ridona tonicità alla pelle e alla massa muscolare.
Massaggio emolinfatico
cos’è e i benefici

Il Massaggio emolinfatico efficace nel caso di problemi di circolazione, ritenzione e gonfiore addominale
Il massaggio emolinfatico è chiamato anche massaggio estetico poiché agisce efficacemente sugli inestetismi dovuti ad un microcircolo veno-linfatico rallentato.
Il massaggio emolinfatico viene utilizzato per stimolare la circolazione sanguigna e la circolazione linfatica. Le manualità sono pensate appunto per favorire il reflusso dei liquidi interstiziali del microcircolo veno-linfatico, e agiscono per lo più allo scopo di prevenire o intervenire sui normali processi di senescenza e sulla formazione degli inestetismi dovuti alla ritenzione idrica. Il ristagno di liquidi interstiziali, conseguenza di un evidente problema circolatorio, porta infatti spesso ad una diminuzione degli scambi cellulari e quindi ad una mancanza di nutrizione e di ossigeno nei tessuti, con conseguente accumulo di tossine, vere responsabili degli inestetismi come:
- PEFS (cellulite);
- inestetici cuscinetti della zona trocanterica e della culotte de Cheval;
- capillari evidente e problemi venosi importanti, come vene varicose e linfedema.

Sintomi di un microcircolo problematico
Gli effetti di una circolazione disfunzionale sono molti tra cui gambe pesanti, dolori agli arti e gonfiore addominale, sintomi che con il passare del tempo possono divenire vere e proprie patologie.
Manualità del Massaggio emolinfatico
Le manualità prevalenti del Massaggio emolinfatico sono sfioramenti, pressioni e pompaggi e sono finalizzate a stimolare la circolazione di ritorno, promuovendone la detossinazione; vengono effettuate con un decorso da prossimale a distale rispetto al linfonodo di riferimento (dal centro del corpo alla periferia) con spinte e sequenze diverse a seconda del distretto corporeo e dell’inestetismo da trattare. La pressione esercitata è leggera ed il ritmo lento, con movimenti che ricordano le onde del mare.
Il massaggio si compone delle seguenti manualità: impastamento leggero, convogliamento, ma le manovre elettive sono sfioramento e pompaggio.
A chi è consigliato il massaggio emolinfatico
Questa tipologia di massaggio mira a ridurre la ritenzione dei liquidi, a ristabilire l’omeostasi, stimolando la circolazione di ritorno. Se fatto in maniera costante aumenta l’ossigenazione dei tessuti e ristabilisce un corretto reflusso veno-linfatico. E’ indicato:
- su pelli asfittiche (poco ossigenate);
- per persone in fase di dimagrimento (per la sua efficacia sulla stimolazione e tonificazione dei tessuti);
- per la sua delicatezza ed efficacia è particolarmente indicato per chi soffre di fragilità vasale, PEFS (cellulite), edema, gonfiore addominale, colite e stipsi;
- è consigliato per la donna in gravidanza poiché si compone di manualità lente e di pressioni piuma;
- si rivela inoltre eccellente nella stasi circolatoria dovuta a traumi (contusioni, distorsioni).
Massaggio emolinfaico controindicazioni e avvertenze
Meglio non eseguirlo nei primi tre mesi di gravidanza, in presenza di tumori e patologie infettive della pelle e dei tessuti.
Indicazioni
Si consiglia di effettuare almeno due sedute a settimana di un’ora ciascuna, meglio ancora se si aggiunge l’olio essenziale di finocchio selvatico all’olio da massaggio.
Successivamente al trattamento il tessuto cutaneo si presenta più luminoso perché ossigenato e detossinato, con evidente miglioramento della problematica venosa e degli inestetismi correlati.
Choorna pinda sweda

In Occidente diffuso con il nome di Pinda Sweda, questo trattamento fa parte della più ampia famiglia dei trattamenti Karma Swedana, ovvero quei trattamenti che inducono la sudorazione al fine di liberare il corpo dalle tossine. L’Ayurveda dà grande importanza alla detossinazione della fisiologia, in particolare, i trattamenti che coinvolgono la sudorazione vengono considerati i più efficaci per ottenere tale obiettivo.
Spesso, questo trattamento viene chiamato anche Patra Potali: si tratta di una semplice differenza di nomenclatura, ed indica lo stesso trattamento. Patra significa “foglie” e Potali, invece significa “fagotto/bolo” ed è sinonimo di Pinda, mentre Sweda sta per “sudore”.
Nella pratica, il Pinda Sweda si effettua riempiendo una pezza di cotone 100% con polveri d’erbe, cereali, foglie secche o fresche, spezie e altro: la composizione degli ingredienti del bolo variano molto a seconda della zona dell’India che prendiamo in considerazione. Estetica Sintonia include nei suoi trattamenti il Churna Pinda Sweda che utilizza preziose sinergie polveri d’erbe indiane ad alta efficacia e farine di cereali rigorosamente biologiche. Il trattamento comprende anche una fase di Snehana (oleazione) che prepara il corpo e la fisiologia a ricevere il trattamento Pinda Sweda, il quale prevede che i boli siano immersi nell’olio caldo maturato ed erbalizzato e strofinati o picchiettati su tutto il corpo o localmente: è proprio l’olio caldo che induce la sudorazione (Swedana) e quindi l’espulsione delle tossine, la quale è amplificata dal potere detossinante delle polveri contenute all’interno del bolo. Questo trattamento è indicato nei casi di squilibri di Vata e forte presenza di tossine nei tessuti, quindi anche nei casi di cellulite e adiposità localizzata. Inoltre, agisce migliorando la circolazione sanguigna pulendo i canali (Srota) e nutrendo i tessuti in profondità migliorando la tonicità degli stessi e donando luminosità alla pelle. Applicato come trattamento localizzato sui muscoli e le articolazioni affaticate ne migliora la flessibilità e la mobilità. È efficace come trattamento decontratturante per alleviare le tensioni muscolari.
E’ d’obbligo inoltre dire che, il calore dei boli, unito al picchettamento degli stessi sul corpo con l’aggiunta dell’eliminazione dei mala (tossine), generano una piacevole sensazione di rilassamento profondo e benessere, perché, come sappiamo, in ayurveda benessere mentale e benessere fisico sono un binomio inseparabile.
Kinesiology tape

I diversi colori hanno effetti differenti?
Questa è una delle domande più frequenti che mi viene fatta nel momento in cui propongo questa tecnica ad un paziente.
No, la differenza di colori non corrisponde a funzioni diverse del tape. Il tape è fatto di un tessuto particolare di cotone, è elastico ed adesivo. E’ resistente all’acqua e non contiene alcun farmaco, ha soltanto un’azione meccanica.
Ormai ce ne sono in commercio diverse marche e diverse tipologie, alcune con colori particolari che si avvicinano più a gadget alla moda piuttosto che a strumenti riabilitativi. Personalmente ,utilizzo il Kinesio Tex Tape, in quanto è il primo di questi tape inventato da Kenzo Kase. Chiropratico Giapponese, Kenzo Kase ha studiato negli stati Uniti ed ha ideato questo metodo più di 35 anni fa come risposta alle limitazioni che incontrava con il taping rigido normalmente utilizzato nello sport.
Come agisce il Kinesio Taping se non c’è farmaco?
Sull’epidermide sono presenti dei recettori nervosi che, se vengono attivati da stimoli esterni mandano delle informazioni ai tessuti sottostanti. In base al modo in cui il tape viene applicato può dare degli stimoli diversi.
Ciò che può cambiare nell’applicazione è:
- la forma con cui si applica il tape
- la direzione in cui si applica
- la tensione che si da nel momento in cui si attacca alla cute
- la posizione dell’articolazione o del muscolo che si assume per applicarlo
L’effetto che viene dato ai tessuti sottostanti è quello di:
- diminuire il dolore
- inibire un movimento o un’azione muscolare (o il tono muscolare per un muscolo spastico)
- facilitare un movimento
- favorire il drenaggio linfatico nel caso di edema
- favorire l’attivazione muscolare

L’applicazione del Kinesio Taping tende ad elevare lo spazio sottocutaneo con la formazione di convoluzioni e di conseguenza aumentare la circolazione sanguigna e il drenaggio dei fluidi linfatici andando così a ridurre i fattori chimici che stanno alla base del dolore e dell’infiammazione.
La cosa interessante di questo metodo è che il riscontro per chi indossa il nastro taping è immediato. Se viene applicato per diminuire il dolore o direttamente, o migliorando un movimento, il sintomo deve regredire subito dopo l’applicazione.
Sfatiamo un mito. Il taping non ha alcuna influenza sulla forza muscolare. Non rendeno un muscolo più forte, ma ne stimolano solo l’attivazione; sembra, invece, essere utile per aumentare il range di movimento agendo quindi sul sistema fasciale.
Ancora..
E’ stato dimostrato inoltre che il Kinesio Taping riduce il dolore al collo dopo un colpo di frusta tanto quanto una manipolazione; può essere utilizzato per il trattamento dei trigger point, ovvero delle zone del muscolo che rimangono contratte e ischemizzate e che danno dolore a volte anche irradiato.
NO FAI DA TE!

Il Kinesio Taping non è un cerotto che può essere applicato da chiunque, in quanto come abbiamo detto, deve essere applicato con una certa tensione, direzione e con una forma certa in base al problema della persona.
In linea di massima non ha controindicazioni, se non di tipo allergico, anche se nella mia esperienza in un numero irrisorio di persone, ma, se applicato male, il Kinesio Taping può dare problemi.
E’ una tecnica ancora in fase di studio, necessario per capire nello specifico quali sono i suoi campi d’azione e quali no. Purtroppo oggi il kinesio taping va molto di moda e a volte viene utilizzato anche in ambiti dove non ha efficacia.
In conclusione, il Kinesio Tping è un valido alleato del terapista, che può utilizzare questo strumento insieme a tutte le altre tecniche per trattare un mal di schiena, un male ad una spalla, un runner che vuole correre senza dolore o un calciatore che vuole al più presto tornare in campo.
Kinesiologia e Fiori di Bach

Ansia,stress, problemi di vita quotidiana sono sempre in agguato.
Per risolvere il Dr Bach scopre la floriterapia: la sua teoria si basa sulla convinzione che la malattia è il risultato di un conflitto tra l’anima e la mente enon potrà mai essere rimossa se non con
un lavoro di tipo spirituale e mentale.
Potremmo definire i Fiori di Bach come i farmaci dell’emozione,inquadrarli in quello che la floriterapia in generale, e sono i primi strumenti attraverso l’armonizzazione degli stati d’animo,utilizzati per le “cure”.
Questi rimedi fanno capo a dei disturbi di comportamento della persona. sentimenti come la paura, timidezza o insicurezza,talvolta costituiscono una vera e propria sofferenza.
In questi casi i Fiori di Bach aiutano a ripristinare l’equilibrio.La paura ad esempio si manifesta in tante forme, come quella immotivata, quella di eventi che possono succedere quindi motivata, la paura di eventi reali, tipo di essere derubato, l’apprensione verso la persona cara, o di perdere il controllo.
Una volta individuati Fiori di Bach, la preparazione semplicissima, il solvente che viene utilizzato è costituito da acqua di fonte non gassata e brandy per la conservazione, la soluzione così fatta deve essere divisa con un rapporto di 1 a 3 , cioè se usiamo un flaconcino da 30ml, avremmo 10ml di brandy e 20ml di acqua e facciamo cadere 2 gocce dei rimedi necessari.
Tra i metodi utilizzati dal floriterapeuta per capire quali sono i Fiori di Bach necessari per ciascun soggetto il più diffuso è il test muscolare kinesiologico, una volta scelto il muscolo come indicatore, il floriterapeuta modifica la forza agendo su specifici punti energetico emozionali.
Il paziente contemporaneamente tocca una ad una le diverse boccette contenenti le essenze,quando il terapeuta avverte una debolezza muscolare, significa che in corrispondenza di quella particolare essenza c’è disarmonia, in questo modo è possibile risalire i fattori che la originano: pensieri, emozioni, sostanze chimiche o biologiche.
I Fiori di Bach vengono assunti per somministrazione sublinguale, quattro gocce più volte al giorno, ma come agiscono sulla guarigione?
Va considerata questa triade, anima-mente-corpo, quest’ultimo è il risultato delle nostre emozioni,la mente sceglie, quindi comanda il corpo nei movimenti, l’anima ci indica la strada con le emozioni.
La floriterapia di Bach è la risposta naturale la sofferenza dell’anima, e serve soprattutto a conoscere se stessi.
Intrusioni e azioni di disturbo
E’ l’intrusione di altre persone che ci impedisce di seguire i dettami della nostra anima, ed è così che nascono disarmonie e malattie.
Non appena il pensiero di un’altra persona s’insinua nel nostro animo, perdiamo di vista la rotta. Dio dà a ciascuno di noi un diritto di nascita e una individualità inconfondibile, unica.
Ha assegnato a ciascuno di noi un compito ben preciso, che soltanto l’interessato può compiere; ha indicato a ciascuno di noi una strada che dobbiamo seguire con fermezza, senza lasciarsi distogliere da nulla e da nessuno.
Perciò è nostro dovere non solo impedire l’intrusione di altri nelle nostre faccende, ma-quel che più conta, non dare mai ordini agli altri, a nessun costo.
Soltanto questo garantisce la vera salute, l’autentica disponibilità a servire gli altri e la realizzazione dello scopo della vita. Di intrusioni esterne ce ne sono per ogni esigenza e queste azioni di disturbo sono parte integrante del piano divino, anzi sono necessarie perché possiamo imparare a reagire.
Infatti vanno considerate degli ostacoli salutari, che possono aiutarci a diventare forti e a riconoscere la nostra origine divina e la nostra indomabilità. Inoltre è facile comprendere che acquistano un significato e minacciano di bloccare la nostra evoluzione spirituale solo se noi ci lasciamo intimidire. dipende soltanto da noi con quale rapidità procediamo e se ci lasciamo distogliere dal compimento della missione divina…Anche in questo decidiamo da soli:se accettare che i disturbi (vale a dire la malattia) abbiano il meglio su di noi e avviluppino il nostro corpo, privandolo di energia,o se,da veri figli di Dio, sfruttare queste intromissioni per confermarci sempre più che è lo scopo della nostra esistenza….
Quindi la malattia è causata da elementi di disturbo che agiscono sull’organismo o attraverso intrusioni perturbanti di altre persone nella nostra vita o attraverso intrusioni nella vita di altre persone che noi stessi ci permettiamo. (Dr Edward Bach)
La fonte della guarigione
La civiltà in cui viviamo oggi, e che assorbe tutto in se stessa, è caratterizzata soprattutto da uno stress e da un logorio eccessivi. E’ per questo che ci siamo allontanati sempre più dalla fonte di ogni guarigione, vale a dire la nostra origine divina.
Ma il nostro creatore, che naturalmente sa tutto questo, ha avuto pietà di noi e nella sua misericordia ci ha donato un rimedio per guarire i nostri mali e le nostre debolezze, finché un giorno il tempo o le condizioni ci riporteranno a diretto contatto con la nostra origine divina.
Questi rimedi vegetali che Dio ci ha donato come surrogato hanno un’efficacia straordinaria. Infatti quando si sperimenta come questi fiori guariscono e riempiono di gioia e di benessere, appare indiscutibile che non si limitano a sanare il corpo.
Inoltre non può sussistere alcun dubbio sul fatto che la guarigione si instaura nella misura in cui aumenta l’armonia fra l’Io Superiore che è in noi e il nostro corpo….
E chi si avvicina a queste essenze, può fare tutto non grazie alla propria forza, ma grazie alla forza che il Creatore ha infuso in queste piante medicinali.
(Dr Edward Bach).
Cristalloterapia
Cos’è la cristalloterapia

La cristalloterapia è un’antica metodologia che prevede l’utilizzo di cristalli e pietre: i cristalli e le pietre vengono impiegati per curare gli squilibri del corpo e della mente. Più precisamente la cristalloterapia agisce sugli equilibri del campo energetico della persona. Lo scopo della cristalloterapia è quello di armonizzare e mantenere il benessere fisico, mentale e spirituale.
I cristalli, in particolare, sono in grado di emanare energie purificatrici che vengono assorbite a livello energetico dal nostro organismo, come vibrazioni costanti.
L’utilizzo della cristalloterapia ha origini antiche e viene ad oggi molto usata in India e nei paesi orientali.
Ci sono diversi tipi di pietre e cristalli che vengono usati nella cristalloterapia: ognuno di questi ha una valenza e un significato e vengono scelti in base al momento presente che si sta affrontando.
La cristalloterapia: la terapia attraverso l’uso dei cristalli
Noi esseri umani siamo abituati a considerare come esistente solo tutto ciò che vediamo e che tocchiamo: allo stesso tempo consideriamo qualcosa in movimento, se i nostri occhi percepiscono l’effettivo movimento.
Ciò che molto spesso trascuriamo è ciò che non siamo in grado di vedere: l’energia che percorre ogni minimo strato della materia ne è un esempio. Noi stessi siamo fatti di energia e l’energia stessa pervade ogni cosa.
Il principio alla base della cristalloterapia è proprio la capacità di modificare l’energia di alcuni corpi attraverso le vibrazioni in movimento emanate dalla pietra stessa.
I cristalli e le pietre sono minerali presenti in natura: essi costituiscono la maggiore componente nel nostro pianeta e nell’intero universo. I cristalli e le pietre sono strutture armoniche create dalla natura, capaci di riordinare e riequilibrare qualunque energia entri in contatto con essi.
Fra le patologie maggiormente curare con la cristalloterapia ci sono gli stati di ansia, lo stress e l’insonnia.
Alcuni esempi di cristalli e pietre terapeutiche
I cristalli e le pietre assorbono ed emettono energia che cambia a seconda della loro forma e del loro colore e soprattutto a seconda della loro componente chimica.
Alcuni esempi di cristalli e pietre terapeutiche:
- occhio di tigre: vibra con i chackra inferiori e aiuta a sviluppare volontà e ottimismo;
- smeraldo: il suo colore verde apporta l’energia tipica della natura, donando empatia e amorevolezza;
- lapislazzuli: sono splendide pietre collegate da sempre alla spiritualità e alla regalità: migliorano la creatività e le capacità comunicative;
- topazio: è un minerale legato all’energia calda del sole: conferisce a chi lo indossa praticità, ottimismo e allegria;
- quarzo rosa: noto anche come pietra dell’amore, aiuta a superare vecchi dolori, a raggiungere una buona autostima e una piena accettazione di sé stessi.
Massaggio rilassante schiena: benefici e benessere sul tuo stato psicofisico

Il massaggio rilassante schiena stimola l’energia dell’organismo, ha effetti benefici eccezionali sia per il corpo che per la mente. Toccasana per il benessere psico-fisico.
Agisce su diverse parti del corpo e grazie alla bravura dei massaggiatori e all’uso di tecniche specifiche, questo massaggio diventa una sorta di terapia curativa per l’anima e non solo per i muscoli.
Obiettivo del massaggio relax è quello di generare totale rilassamento, permettendo alla persona che riceve il massaggio di entrare in una dimensione di vita più consapevole e calma.
Va provato assolutamente!
A cosa serve il massaggio rilassante
Grazie al suo approccio olistico, il massaggio relax ha la funzione di riequilibrare i punti chakra del tuo corpo. I chakra sono i meridiani energetici, i flussi, che permettono di ritrovare l’equilibrio e l’energia perduta.
La stimolazione dell’energia porta il corpo a ristabilire i suoi equilibri intaccati dallo stress e dalla vita frenetica.
Ciò avviene perché il massaggiatore esperto riesce ad entrare in contatto con i tuoi pensieri, sensazioni, emozioni e psiche. Viene dunque stimolato il rilassamento attraverso la consapevolezza del proprio corpo.
Seguendo i principi della filosofia olistica durante un massaggio rilassante vengono trattate le quattro dimensioni fondamentali per l’essere umano:
- mentale
- spirituale
- fisica
- energetica
In genere il massaggio relax viene fatto sulle parti del corpo più soggette e colpite dallo stress: parte bassa della schiena e spalle.
Scopri di più sui punti energetici Chakra
Massaggio rilassante tecniche
Il massaggio rilassante si effettua da sdraiati su lettino professionale, in ambiente con luci soffuse e diffusori per aromaterapia. L’ambiente deve favorire il relax totale.
Le manipolazioni sono a mano aperta, seguono le fibre muscolari per favorire il fluire dei pensieri negativi verso l’esterno.
Le tecniche variano a seconda del massaggiatore , il tocco di base è morbido e delicato. I movimenti sono ordinati e si distinguono tre manovre principali:
- Sfioramento: questa manovra viene fatta prima del massaggio rilassante vero e proprio, aiuta a riscaldare i tessuti muscolari, serve per spalmare l’olio o le creme sul corpo. Lo sfioramento si fa con i polpastrelli o con i palmi delle mani aperte, per disegnare movimenti circolari sulla pelle. Il ritmo è lento e tenue.
- Impastamento: è la manovra che agisce sul tessuto connettivo e muscolare. Viene fatta una pressione e movimenti circolari. Ha effetto drenante e tonificante.
- Frizione: è la manovra che usa picchiettamenti rapidi ed intensi per regolare la circolazione del sangue.
Queste manovre massaggio rilassante servono a coccolarti e ad aumentare il tuo benessere.
Benefici massaggio relax
Il massaggio rilassante mira a migliorare il tuo benessere. Lo stress e le pressioni hanno molti effetti negativi, abbassano la qualità della tua vita. Quando sei molto stressato non ti senti felice e non godi dei piaceri della vita.
Combattendo lo stress con un rilassante massaggio ti sentirai sicuramente più appagato.
Questi tutti i benefici di un massaggio rilassante:
-
- migliora lo stile di vita e l’umore
- riduce blocchi emotivi ed energetici
- dona equilibrio tra corpo e mente
- rilassa muscoli e nervi alleviando lo stress e la negatività
- dona benessere generale
- libera dal caos mentale
- migliora la qualità del sonno, il tono muscolare, la circolazione linfatica, l’elasticità della pelle
- accresce la tua conoscenza, consapevolezza ed autostima
Come puoi vedere, un massaggio relax porterà un miglioramento generale nella tua vita.
A chi rivolgersi per un massaggio rilassante
Per questo tipo di trattamento rilassante puoi rivolgerti a mani esperte che con esperienza e le giuste tecniche massaggio ti aiutano a liberare la mente da stress e pensieri negativi.
Il massaggio rilassante viene personalizzato in base alle tue esigenze, per questo è importante un colloquio conoscitivo con il tuo massaggiatore esperto e fare una scheda tecnica del cliente. Deve instaurarsi anche un rapporto di empatia affinché il massaggio abbia i suoi effetti benefici.
Extension ciglia

PERCHE’ FARE LE EXTENSION CIGLIA?
Le ciglia sono la naturale cornice degli occhi, li rendono intensi ed espressivi e aprono lo sguardo. Ma non tutte hanno la fortuna di avere ciglia lunghe e folte: c’è chi le ha corte e dritte, chi molto rade, chi chiarissime e quasi invisibili. In questi casi, utilizzare un mascara volumizzante può non essere sufficiente e applicare quotidianamente le ciglia finte può risultare scomodo e indebolirle. Vale quindi la pena considerare trattamenti permanenti o semi permanenti come le extension ciglia per infoltire le ciglia naturali.
Quello delle extension ciglia è un argomento che crea spesso confusione. In questa utile guida noi ti spieghiamo cosa sono, come si applicano, quanto durano, quanto costano e quali sono i pro e i contro di questa soluzione.
EXTENSION CIGLIA: COSA SONO REALMENTE
Le extension ciglia sono delle vere e proprie ciglia finte che vengono applicate in modo semi permanente alle ciglia naturali. Possono essere di materiale sintetico, di capelli veri (solitamente prelevati dalla zona della nuca), di fibra in seta o in pelo di visone. In base al materiale scelto, il prezzo può variare anche significativamente.
In sostanza l’extension ciglia è un trattamento estetico che prevede l’applicazione di ciglia finte semipermanenti. Lo scopo è aumentare la lunghezza, la curvatura e il volume delle proprie ciglia naturali. Le extension hanno una durata temporanea.
Con le false lashes semipermanenti è possibile ottenere un look naturale o più intenso, facendo apparire le proprie ciglia più lunghe, folte e forti. In molti centri è anche possibile farsi applicare alcune ciglia colorate semipermanenti: un tocco in più per chi ama i look estrosi, perfetti per l’estate!
L’extension ciglia non è un trattamento adatto a tutti: se hai ciglia troppo corte e deboli è meglio rinunciare. Le ciglia finte vengono infatti fissate con una speciale colla cosmetica a quelle naturali, che devono essere sufficientemente robuste per sostenerle.
QUANTO DURANO LE EXTENSION DELLE CIGLIA
Le ciglia finte semipermanenti non durano per sempre. Le extension vengono incollate alle ciglia naturali, che crescono e cadono seguendo il proprio ciclo. Le ciglia naturali nascono, crescono, vivono per circa 5 settimane, poi cadono e le extension insieme a loro.
L’unica soluzione definitiva per avere uno sguardo da cerbiatta permanente è sottoporsi a un trapianto di ciglia, un intervento chirurgico abbastanza delicato. Con tale intervento vengono prelevati alcuni follicoli piliferi sulla nuca, per poi impiantarli sulla rima cigliare tramite piccolissime incisioni.
EXTENSION CIGLIA PRO E CONTRO
Come qualunque tipo di trattamento estetico anche le ciglia finte permanenti hanno dei pro e dei contro. Vediamoli insieme!
PRO
- Le ciglia risultano naturalmente volumizzate e allungate, regalando allo sguardo una grande intensità.
- Il trattamento non è né invasivo né doloroso.
- Il costo del trattamento è abbastanza contenuto, in base al materiale che si decide di utilizzare per le extension.
- Le ciglia finte semipermanenti si possono truccare, basta ricordarsi di non utilizzare struccanti oleosi per togliere il make up.
- Le extension ciglia hanno una durata limitata: questo rappresenta un vantaggio se desideriamo avere ciglia folte soltanto in particolari occasioni, senza la necessità di un trattamento irreversibile.
CONTRO
- Le extension ciglia hanno una durata limitata dalle 4 alle 5 settimane.
- Periodicamente è necessario effettuare un ritocco per infoltire nuovamente eventuali ciglia.
- Occorre una manutenzione particolare: non si possono utilizzare né detergenti aggressivi né struccanti bifasici, che rischiano di sciogliere la colla.
- Bisogna assolutamente evitare di sfregare troppo gli occhi, anche durante la detersione, per evitare che le ciglia finte si stacchino accidentalmente.
- Potrebbero verificarsi eventuali allergie alla colla per ciglia finte in soggetti particolarmente predisposti, sebbene vengano impiegati prodotti sicuri e antiallergici.
COME STRUCCARE LE EXTENSION DELLE CIGLIA
Come struccarsi? Le ciglia finte semi permanenti richiedono una pulizia particolare e molta attenzione durante il make up. Bisogna assolutamente evitare struccanti bifasici oleosi, perché potrebbero sciogliere la colla cosmetica delle extension, e di strofinare troppo gli occhi, per evitare che le ciglia finte si stacchino.
È sufficiente tamponarle delicatamente con un panno struccante o un dischetto di cotone imbevuto di detergente delicato o di acqua tiepida, tenendolo in posa per qualche secondo. Una volta effettuata questa operazione, si possono rimuovere eventuali residui rimasti con un cotton fioc imbevuto di acqua micellare, passandolo intorno all’occhio. L’importante è essere sempre delicati!
EXTENSION CIGLIA CONTROINDICAZIONI
Anche se ci si rivolge al migliore dei professionisti, rimangono comunque alcune controindicazioni che ci sembra giusto segnalare. Prima di procedere al trattamento e applicare le extension, è fondamentale fare un’analisi delle ciglia naturali. Se sono particolarmente indebolite, rade e corte, è meglio evitare di sottoporsi a un infoltimento o allungamento. Sembra un controsenso, ma la colla cosmetica utilizzata per applicare le ciglia finte semi permanenti potrebbe indebolire e stressare le ciglia naturali, a discapito del risultato finale e delle loro futura crescita. A tal proposito, è consigliabile anche testare la colla almeno 48 ore prima, per verificare che non si manifestino reazioni allergiche.
Coppettazione
Coppette cervicale
Adatte per Cervicalgie – Cervicobrachialgie
Infiammazioni del plesso nervoso
Cervicale (cefalee,tensione muscolo-scheletrico,intorpedimento braccia,formicolio)

Coppette spalla
Periartriti scapolari
Contratture scapolari,spalla congelata,ipomobilità della spalla
Epicondilite (infiammazione del gomito)

Coppette Lombari
Lombosciatalgia
Arti inferiori
Fascite plantare

Moxa

La moxa o moxibustione (灸S, jiǔP) è una pratica terapeutica tipica della medicina cinese e fa parte delle tecniche esterne. Si applica in abbinamento al massaggio, all’agopuntura o come tecnica singola.
Ad oggi la pratica risulta priva di fondamento scientifico; sebbene possano esserci benefici di effetto placebo nel trattamento dei sintomi, ad esempio in pazienti con cancro, la maggior parte degli studi è inconcludente[1]. Tali pratiche sono comunque adottate in varie strutture ospedaliere e territoriali italiane[2][3].
Nel 2010 è divenuta, insieme all’agopuntura, Patrimonio Culturale dell’Umanità dall’UNESCO, inserita tra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità.
Etimologia e storia
Moxa è un termine inglese derivato dalle parole giapponesi Moe e Kusa, che significano “bruciare” e “erba” (quindi “erba che brucia”) e che si riferiscono alla pratica di una tecnica terapeutica assolutamente originale e sconosciuta in occidente fino a qualche decennio fa. Il termine moxa si riferisce alla sostanza impiegata per effettuare la moxibustione, che consiste nel riscaldamento di aree cutanee, sovrastanti punti di agopuntura o percorsi energetici, al fine di ottenere la risoluzione di un evento patologico. La moxibustione è, come le altre pratiche della medicina cinese, di antichissima origine e di essa si parla già in un libro di seta, rinvenuto presso le tombe di Mawangdui appartenute alla famiglia Li Zang, risalente al II-I secolo a.C. In seguito moltissime altre pubblicazioni magnificarono le potenzialità della moxibustione, sostenendo soprattutto che la moxibustione agisce maggiormente nelle fasi croniche delle malattie o qualora altri trattamenti abbiano fallito.
Tecnica e applicazione
La moxibustione avviene bruciando sopra o in vicinanza della cute della polvere di artemisia (Artemisia vulgaris) al fine di ottenere una calorificazione della cute e, di riflesso, di strutture sottostanti e interne. L’artemisia è un vegetale che cresce in tutto il pianeta e viene colto per tradizione il 21 giugno, solstizio d’estate, sia per l’uso interno (Artemisia capillaris, Artemisia apiacea), sia per quello esterno (Artemisia vulgaris). Per l’uso esterno questo vegetale viene lavorato in modo tale che al termine rimanga della polvere lanugginosa da impiegare per l’effettuazione della moxibustione. Questa può essere eseguita utilizzando la semplice polvere manipolata per confezionare dei piccoli coni, oppure viene impiegata confezionata in lunghi sigari. Nel caso che si usasse della moxa non confezionata, questa viene appoggiata alla cute del paziente o sopra sostanze di vario tipo, in modo da costruire coni di varia grandezza (cauterizzazione diretta). Quando il cono è stato opportunamente confezionato, se ne accende la sommità (accensione che non causa la comparsa della fiamma) e lo si lascia bruciare completamente, generando del calore molto intenso. Al termine rimane un forte eritema cutaneo. Nel caso, invece, che si intenda utilizzare la moxa confezionata in sigari, questa viene accesa ad una sommità del sigaro (accensione che non causa la comparsa della fiamma) e poi viene avvicinata alla cute per ottenere un riscaldamento per irraggiamento termico o conduzione. Il timore di ustioni sussiste solo se la moxa accesa tocca la cute, altrimenti si ottiene un eritema reattivo che indica il successo della pratica, in ogni caso l’eritema scompare nel giro di poche decine di minuti.
La cauterizzazione diretta, che prevede l’impiego di moxa non confezionata, può avvenire con il cono di Artemisia (preparato al momento) appoggiato direttamente sulla cute (evenienza che al termine della pratica lascia una ustione di 2º grado e la formazione di una flittena), tuttavia per le complicanze causate dalla sovrainfezione della flittena è una pratica in disuso anche in Cina, mentre è più indicata la cauterizzazione indiretta che prevede che il cono di artemisia, sia appoggiato su una fettina di zenzero, o di aglio, o di uno strato di sale o di porzioni di altre sostanze, al fine di determinare si un forte riscaldamento cutaneo, ma di evitare però la comparsa della flittena. In genere la cauterizzazione indiretta viene praticata in casi di una certa gravità, nei quali la presenza di Freddo abbia determinato la comparsa di stati collassiali e di forte astenia.
Pratica maggiormente impiegata è quella del riscaldamento cutaneo ottenibile con l’uso dei sigari di moxa. Questa pratica avviene accendendo una estremità del sigaro di artemisia ed una volta accesa, viene avvicinata alla cute per determinarne il riscaldamento. La pratica può avvenire mantenendo fermo il sigaro in prossimità del punto prescelto, o effettuando dei movimenti circolatori o a becchettio sul medesimo punto. Nel caso che il sigaro venga mantenuto fermo, esso deve rimanere ad una distanza dalla cute di almeno 3 cm, altrimenti si può causare una ustione e questa tecnica va protratta per almeno 10 minuti, tuttavia se si esegue un movimento rotatorio, questo può avvenire ad una distanza minore ma per un tempo più lungo (20-30 minuti). Il becchettio è molto riscaldante e va effettuato con attenzione per non ledere la cute. L’artemisia irradia, quando è incandescente, un calore da 500 a 600 °C e uno spettro infrarosso.
Infine esiste la possibilità di praticare la moxibustione impiegando contenitori per alloggiare frammenti di moxa. Questi contenitori detti moxatori (moxa boxes), sono a forma di cofanetto con il fondo provvisto di rete metallica fine e di coperchio per inserire la moxa. In genere sono di legno, ma ne esistono anche di metallici ed hanno misure che vanno dai 10–15 cm di larghezza ai 5–10 cm di lunghezza e 3–8 cm di altezza. All’interno di questi cofanetti vengono posti, al centro della reticella, uno o due frammenti di moxa grandi, più o meno, 3 centimetri per 3 centimetri i quali vengono poi accesi e lasciati bruciare lentamente a coperchio chiuso. Poiché la reticella si trova a 1–2 cm dalla cute, è pressoché impossibile l’ustione della medesima, tuttavia durante la fase centrale della combustione, il calore potrebbe essere molto intenso e la scatola può essere rimossa per pochi secondi. Date le dimensioni di queste scatoline, è possibile procedere alla moxibustione simultanea di più punti di agopuntura, specialmente sull’addome e sul dorso, dove i punti sono ravvicinati. Questa tecnica di moxibustione si addice a condizioni croniche, nelle quali vi sia forte insediamento del Freddo all’interno del corpo.
Secondo i sostenitori di questa tecnica, un singolo trattamento di moxa dovrebbe trattare al massimo 6 punti. Il ritmo delle applicazioni è di uno ogni due giorni per arrivare ad una serie che va dai 10 ai 15 trattamenti. Dopo questa serie, se non si sono ottenuti benefici, si dovrà osservare un riposo terapeutico di almeno una settimana, prima di ricominciare.
Indicazioni
Secondo i fautori di tale pratica, la moxibustione si addice al trattamento di tutte le patologie dominate dal Freddo e dall’Umidità, siano essi penetrati dall’esterno o presenti all’interno (deficit di Yang), nelle patologie croniche come la bronchite e l’asma, sia con presenza di Calore o di Freddo e nelle patologie contraddistinte da forte stasi di QI e Sangue, poiché:
velocizza la corrente energetica nei meridiani
disperde il Freddo e l’Umidità
armonizza il rapporto tra QI e Sangue
tonifica lo YANG
si oppone ed espelle le energie patogene mantenendo la salute.
Tuttavia non vi è alcuna prova scientifica a sostegno di queste teorie.
Controindicazioni
La pratica della moxibustione è tassativamente sconsigliata in caso di febbre a 40°, ma in genere non andrebbe applicata quando la temperatura corporea supera i 38°. Non è indicata nelle patologie dove vi sia evidente preponderanza di calore, su aree cutanee eritematose, o abrase, o ferite. Quindi non è indicata nelle forti ipertensioni arteriose con forte stasi di calore, nelle ansie con eccesso forte di calore, sulle aree cutanee psoriasiche o con lupus eritematoso, o con presenza di nervi sospetti o irritati. La moxibustione con cauterizzazione diretta è bene evitarla per il fortissimo dolore arrecato al paziente. Da evitare anche durante il ciclo mestruale. Per prudenza è bene non sottoporre trattamenti ai bambini di età inferiore ai 7 anni. Non esiste invece alcun limite massimo di età. Non è controindicata durante la gravidanza, ma in questo periodo è preferibile praticarla blandamente sul basso ventre e nella parte bassa della colonna vertebrale.
MASSAGGIO ANTICELLULITE

Il massaggio anticellulite è un particolare tipo di massaggio utile per trattare quelle aree difficili del corpo che non possono sempre essere ” attivate” attraverso l’esercizio, come ad esempio il ginocchio interno e coscia.
Oltre a ciò il massaggio anticellulite stimola il sangue periferico e il sistema linfatico, migliora le condizioni dei tessuti e rallenta i processi di invecchiamento.
Esso, attraverso movimenti specifici effettuati da professionisti, ripristina la corretta circolazione sanguigna e linfatica e può anche prevenire o alleviare tutti i disturbi legati a deficit di circolazione, come la ritenzione idrica, gonfiore, gambe pesanti, cellulite nelle fasi iniziali e adiposità localizzate.
QUANDO ESEGUIRE IL TRATTAMENTO?
Solitamente è raccomandabile eseguire un ciclo di 10-12 sessioni, con la frequenza da valutare in base alle dimensioni del problema.
Al fine di prevenire la cellulite, o quando è nella fase iniziale, è consigliabile eseguire una seduta settimana, mentre sono raccomandate due sedute a settimana quando la cellulite è negli stadi avanzati.
TECNICHE E MANOVRE
Manovra massaggio anticellulite
Esistono numerose tecniche per effettuare questo tipo di massaggio tra cui il linfodrenaggio, che agisce a livello più superficiale, e il connettivale, che agisce più in profondità.
Questi tipi di massaggi solitamente rendono la pelle rossa e la riscaldano, generando un aumento del flusso di sangue.
Il massaggio si basa su una vasta gamma di movimenti che lo specialista effettuerà riattivano profondamente la circolazione sanguigna e linfatica e hanno un effetto disintossicante, ossigenante e rivitalizzante.
Ci sono varie tecniche che utilizzano questo metodo per lavorare a fondo sul corpo: sfioramento, frizione, impastamento e la pressione per fermare il rallentamento della circolazione periferica.
Ogni movimento ha funzioni specifiche, ma tutti lavorano insieme per eliminare i liquidi stagnanti e le tossine che si sono accumulate, per incoraggiare il ritorno della linfa e del sangue venoso al cuore.
Tuttavia questo non è tutto perché, riequilibrando il metabolismo cellulare, questo massaggio migliora anche il tono dei tessuti, la compattezza e come la pelle appare a livello visivo.
COME FUNZIONA LA SESSIONE DI MASSAGGIO ANTICELLULITE?
Durante la sessione, l’operatore lavora su tutto il corpo, ma la maggior parte del lavoro viene effettuato su gambe, fianchi e glutei.
La sessione seguirà una struttura di base comprendente:
Una seduta di massaggio anticellulite dura circa 1 ora, rilassa i muscoli e stimola tutte le stazioni linfatiche per ricevere e scaricare il flusso di fluidi accumulati negli spazi intercellulari.
Una prima fase dedicata alla respirazione, perché il bilanciamento del ritmo respiratorio del paziente aiuta a migliorare l’ossigenazione dei tessuti;
Una seconda fase comprende un massaggio, che inizia dai nodi linfatici del’addome e nella zona inguinale e si muove verso la parte anteriore delle gambe, braccia, glutei e poi si sposta nella parte posteriore delle gambe; l’ultima fase, comprende una breve fase di rilassamento per concludere il trattamento.
La sessione si conclude con la pulizia della pelle e l’applicazione di una crema idratante.
Massaggio decontratturante

Il massaggio decontratturante è una tipologia di massaggio che ha lo scopo di sciogliere le contratture muscolari, che sono contrazioni involontarie, insistenti e dolorose di uno o più muscoli scheletrici che si presentano rigidi e ipertonici. Questo tipo di massaggio è adatto a chi soffre di dolori e tensioni muscolari di varia origine e a chi vuole prevenirli.
Quali sono i benefici?
I benefici del massaggio decontratturante sono molteplici, in particolare:
scioglie le contratture muscolari,
allenta le tensioni e la rigidità muscolare,
riduce il dolore,
migliora la postura e la mobilità,
ossigena i tessuti ed elimina le tossine,
favorisce e stimola la circolazione sanguigna e linfatica,
velocizza i tempi di recupero dopo un’attività sportiva.
Quando fare un massaggio decontratturante?
Il massaggio decontratturante è efficace dopo un’intensa attività sportiva oppure in presenza di dolore, rigidità e tensione muscolare. Risulta molto utile anche per coloro che svolgono lavori in cui si sta molte ore in piedi, si sollevano dei carichi pesanti o al contrario si sta molte ore seduti in macchina o davanti al computer.
Ci sono controindicazioni?
Così come per qualsiasi altra tecnica di massaggio, anche quella decontratturante non dovrebbe essere eseguita in particolari condizioni e in presenza di alcuni disturbi e malattie. Nel dettaglio, il massaggio decontratturante non è generalmente raccomandato in caso di:
osteoporosi
patologie cardiache
trombosi venosa
cute lesionata
tumori
Total Body Relax

Viviamo in una società sempre più veloce e frenetica che provoca, in ognuno di noi, continui stravolgimenti. Questo fa sì che la mente sia sempre, troppo, affollata da pensieri e vittima di ritmi innaturali. L’affanno è un aspetto che ci accompagna quotidianamente: lavoro, figli, tensioni, preoccupazioni di ogni sorta. Il tempo sembra non essere mai abbastanza. Molte persone sono coscienti del fatto che dovrebbero lasciarsi andare, liberare la testa da ciò che le consuma e rende nervose. Eppure questo accade molto raramente. Non esistono metodi miracolosi per eliminare le tensioni ma, un’ottima soluzione per iniziare ad affrontare il problema, può essere quello di sottoporsi ad un massaggio total body presso un’estetista professionista in grado di dare nuovo vigore al corpo e alla mente.
Lo stress e gli effetti negativi sul nostro fisico
Spesso quando si parla di stress si tende a sottovalutare gli effetti negativi che questo ha sul nostro fisico. Nel momento in cui uno stato nervoso si prolunga nel tempo mina in maniera significativa la salute generale, intrappolando la persona in una rete dalle quale poi è faticoso uscire. Nascono così tensioni muscolari, acute o croniche, che possono bloccare lo stato di benessere. In un primo momento viene interessata subito la muscolatura volontaria. Successivamente la contrazione diventa cronica interessando anche i muscoli involontari. Tutto ciò ha delle conseguenze anche da un punto di vista posturale dato che, a loro volta, interessano tutto l’organismo dando origine a disfunzioni scheletriche ed organiche.
Sarebbe dunque corretto, durante la giornata, prendersi un momento dedicato esclusivamente a se stessi in cui poter rilassare il proprio corpo. Ma come detto in precedenza, spesso i ritmi frenetici della vita non lo consentono. Allora perché non rivolgersi ad un salone di bellezza dove poter usufruire di un massaggio total body? Andiamo a vedere in cosa consiste questo trattamento.
I benefici di un massaggio total body
Grazie ai suoi movimenti delicati e morbidi che coinvolgono tutto il corpo, il massaggio total body è in grado di rigenerare il benessere psico-fisico della persona. Abbiamo visto in precedenza quanto sia importante recuperare le energie e allontanare il più possibile ogni tipo di tensione. Bene, ci troviamo di fronte ad uno ‘strumento’ perfetto per riuscire ad ottenere tutto questo.
Consiste in una particolare manipolazione che stimola le diverse parti del corpo. Partendo, ad esempio, dai piedi, l’estetista professionale risalirà lentamente le gambe e la schiena, fino ad arrivare a quelle che spesso sono le zone più colpite ovvero le spalle, il collo e la testa. Ma non verranno certe trascurate sia le braccia che le mani.
Il massaggio prevede una serie di movimenti differenti tra loro, sia sotto il punto di vista della velocità che dell’intensità con la quale vengono compiuti. Il tocco è sempre delicato, ma la pressione esercitata sulla paziente può essere diversa in base al momento. Per fare in modo che non venga percepito mai alcun tipo di attrito o fastidio, si utilizzano generalmente oli naturali per favorire il rilassamento.
Sono tanti benefici che un massaggio total body è in grado di apportare. Tra i più importanti troviamo:
- Miglioramento della circolazione sanguigna
- Riduzione del dolore
- Maggiore luminosità ed elasticità della pelle
- Riduzione di ansia e stress
- Aumento della qualità del sonno
- Miglioramento dell’umore grazie al rilascio di endorfine
Tutto questo avviene anche perché il trattamento viene svolto in un ambiente distensivo, creato appositamente per generare un’atmosfera rilassante. Un vero e proprio toccasana per il proprio benessere fisico.
Un aiuto contro le contratture e la cellulite
Il massaggio total body è dunque un ottimo modo per prendersi finalmente cura di se stesse, riportando il corpo ad uno stato di armonia. Oltre ai vantaggi prima citati non possiamo tralasciare l’importante azione decontratturante che è capace di apportare. Massaggiando, i muscoli si sciolgono, allontanando tutte le tensioni e le contratture accumulate nell’arco del tempo. Il corpo così recupera finalmente la sua elasticità donando una maggiore ampiezza nei movimenti e, nel caso si facesse sport, una netta diminuzione del rischio di infortuni.
È inoltre un potente alleato contro la cosiddetta pelle a buccia d’arancia, meglio conosciuta come cellulite. Una delle cause principali per la comparsa di questo inestetismo è la ritenzione idrica. Ciò sta a significare un cattivo funzionamento del sistema linfatico. La pressione delle dita esercitata sulle parti che solitamente sono le più colpite, come glutei e cosce, favorisce il drenaggio dei liquidi e la conseguente espulsione delle tossine.
Thai Oil Massage

Il Thai Oil Massage è una tecnica di massaggio particolare che, a differenza di quello tradizionale di Watpo, eseguito sul Futon senza l’utilizzo di olio, prevede l’uso di speciali oli da massaggio.
Per questo motivo, il Thai Oil massage è molto rilassante e delicato, che non si addice a quanti non gradiscono i trattamenti soft e vogliono invece massaggi con pressioni profonde, tipiche della tecnica tradizionale.
Il Massaggio Thailandese con Olio consiste in una manipolazione del corpo che avviene unendo tecniche di stretching passivo e profondo a rolling ritmico e pressioni con scivolamento sul corpo.Le parti interessate sono quelle situate lungo i meridiani energetici, proprio per favorire una rigenerazione di corpo e mente.
Le parti del corpo trattate dal massaggio thailandese con olio

Questa tecnica di massaggio non si concentra solo su una particolare parte del corpo, ma prevede il trattamento di diverse zone, con l’obiettivo di dare relax e benessere a livello locale e generale. Spesso le persone che vi si sottopongono si addormentano per quanto il massaggio sia gradevole e leggero, una sorta di carezza che pone il soggetto in uno stato di totale rilassamento.
I movimenti dell’operatore olistico sono così dolci, da riattivare delicatamente una energia fluente nel corpo, riducendo al massimo lo stress e favorendo un miglioramento innanzitutto della qualità del sonno.
L’olio usato nel massaggio thailandese
L’olio utilizzato per questo tipo di massaggio è l’olio alle erbe o ai fiori, precisamente quello al gelsomino o Yalng Yalng, molto utilizzato in Thailandia, dove il massaggio viene eseguito solitamente nelle località termali.
I benefici
Numerosi sono i benefici del massaggio thailandese con olio, una tecnica che si avvale di elementi di Ayurveda indiano, che è un sistema antico di guarigione, utile per alleviare una serie di dolori.
In particolare il thai oil massage aiuta a:
- ridurre lo stress
- migliorare la qualità del riposo e del sonno
- dare energia a corpo e mente
- alleviare dolori muscolari e alla schiena
- ridurre la tensione muscolare
- rafforzare il sistema immunitario
- migliorare la circolazione sanguigna
- riattivare il sistema linfatico
- rilassare il corpo
- drenare le tossine e i liquidi in eccesso
- donare equilibrio psicofisico

Lomi Lomi

Il massaggio Lomi Lomi è una tecnica di massaggio di origine hawaiana che si ispira agli antichi rituali sciamanici.
Secondo la leggenda, un popolo proveniente dalla costellazione delle Pleiadi viaggiò attraverso lo spazio per arrivare sulla Terra e unirsi alla popolazione polinesiana, creando la filosofia di vita Huna.
Il massaggio Lomi Lomi nacque come rituale sacro che serviva come cerimonia di passaggio tra le varie fasi della vita e si trasformò, con il passare del tempo, in una tecnica terapeutica arrivata fino ai nostri giorni.
I depositari di questa tecnica terapeutica sono i Kahuna, i Guardiani del Segreto, che ancora oggi tramandano da maestro a discepolo le antiche conoscenze.
COME VIENE ESEGUITO IL MASSAGGIO LOMI LOMI?
Lo scopo del massaggio Lomi Lomi è raggiungere il benessere fisico e riequilibrare l’armonia fra corpo e mente.
È un tipo di massaggio dolce, con movimenti lenti e costanti che ricordano le onde dell’oceano, atti a far rilassare profondamente la persona che si sottopone al trattamento. Per favorire questo stato di distensione spesso la seduta viene accompagnata da un sottofondo di musica hawaiana. Vengono inoltre utilizzate essenze e oli profumati, generalmente di cocco o monoi, per frizionare e massaggiare la pelle.
La tecnica di massaggio Lomi Lomi si basa su quattro punti cardine: il respiro, la danza, il tocco e la musica, i quali, insieme anche all’uso di particolari colori e movimenti che che richiamano l’acqua e il dolce cullare delle onde dell’oceano, contribuiscono a restituire serenità e pace al ricevente.
BENEFICI DEL MASSAGGIO LOMI LOMI
Il massaggio Lomi Lomi, oltre a ristabilire l’armonia verso se stessi e il mondo che ci circonda, apporta numerosi benefici al nostro organismo:
Favorisce il rilassamento.
Incrementa l’ottimismo e la serenità.
Migliora la circolazione sanguigna e linfatica.
Ha un effetto drenante, quindi stimola la diuresi e
di conseguenza l’eliminazione delle tossine dal corpo.
Ossigena i tessuti.
Contrasta e allevia i dolori osteoarticolari e muscolari.
Migliora il tono muscolare.
Stimola la digestione.
Migliora la funzionalità degli apparati respiratorio e urogenitale.
Rende la pelle luminosa.
Riduce ansia, depressione e stress.
QUANDO È SCONSIGLIATO RICORRERE AL MASSAGGIO LOMI LOMI
Pur essendo una tecnica di massaggio molto delicata, e per questo considerata molto sicura, esistono dei casi in cui è sconsigliato, se non proprio controindicato, ricorrere a questo genere di manipolazione, soprattutto in caso di:
Patologie e disturbi cardiovascolari, cutanei e vascolari.
Infezioni e stati infiammatori acuti.
Malattie renali.
Gravidanza.
Lesioni cutanee e ferite.
Gravi malattie croniche.
Massaggio californiano

Il massaggio californiano è una tecnica di massaggio rilassante con movimenti lunghi, fluidi e armoniosi, effleurages e pressioni che scivolano su oli profumati. Esso comprende una grande varietà di metodi di massaggio provenienti da tutto il mondo, che eliminano lo stress e sciolgono le tensioni muscolari.
Sebbene sia stato sviluppato negli anni ’60, oggi il massaggio californiano è diventato l’ultima tendenza nelle spa e nei centri massaggio di tutto il mondo. Un massaggio sensoriale creato per approfondire i tessuti e le emozioni. Insomma, i benefici del massaggio sono tantissimi.
Vi raccontiamo cos’è il massaggio californiano e come si esegue.
Origine del massaggio
Il massaggio californiano è nato presso l’Istituto Esalen in California, all’inizio degli anni Settanta. Istituto Esalen che sorse proprio come centro del Movimento del Potenziale Umano per dedicarsi alla ricerca e allo sviluppo di tecniche finalizzate alla salute e al benessere psicofisico.
Da tutti questi scambi amorevoli e astratti nacque così quello che sarebbe diventato il massaggio californiano. Margareth Elke, seguace del massaggio svedese, ha contribuito enormemente, a partire da ciò che già praticava, a codificare, strutturare e insegnare professionalmente questo nuovo massaggio, sia negli Stati Uniti che in Francia.
Il massaggio di origini americane si basa sulla psicologia della Gestalt, una corrente di pensiero che afferma che la mente è modellata da alcune leggi.
Massaggio californiano: cos’è?
Il massaggio californiano è un trattamento delicato, molto attento e rispettoso del corpo, dei suoi canali energetici e della sua fisionomia. Si effettua con movimenti lunghi, fluidi e integrativi che iniziano con un contatto delicato fino all’approfondimento dei tessuti.
È un massaggio armonioso, che molti collegano a una certa sensualità, ma che in realtà si concentra sullo scioglimento delle tensioni in modo profondo e aiuta il paziente a connettersi con il proprio sé interiore, a livello fisico, emotivo e spirituale.
In cosa si differenzia dagli altri massaggi?
Ciò che lo rende diverso dagli altri massaggi è la metodologia. Durante la seduta, il terapeuta armonizza olisticamente la sua energia con quella del paziente, fondendosi e creando un ambiente soffuso che permetterà di lasciarsi andare e liberarsi dallo stress e dalle tensioni accumulate.
A tal fine, il terapeuta inizierà la seduta con una breve conversazione con il paziente. Man mano che il trattamento procede, il silenzio prenderà il sopravvento sullo spazio per permettere al terapeuta di entrare in meditazione, collegando così l’intuizione e il cuore nelle mani per fondersi con le energie.
Massaggio californiano: come si esegue?
Il massaggio californiano si basa su movimenti dolci e avvolgenti, qualcosa di simile a una coreografia armonica che diventa una sorta di arte-terapia in cui si rispettano i meridiani e le linee fisiche del corpo.
Il massaggio è praticato soprattutto su braccia, schiena e gambe. Per cui, il paziente si sdraierà a faccia in giù sul lettino da massaggio, anche se il terapeuta dovrà sempre provvedere a coprire la zona del corpo non sottoposta a massaggio in quel momento, dando totale fiducia al paziente. In aggiunta, saranno applicati diversi oli essenziali con proprietà terapeutiche per aiutare il paziente a immergersi nella terapia.
Il ritmo fluido e circolare è particolarmente favorevole ai sistemi nervoso ed endocrino, che regolano la tensione muscolare. Al contempo, l’energia del terapeuta modella ogni parte del corpo del cliente, provocando effetti rilassanti sui muscoli e sulle articolazioni.
In linea di massima, la tecnica è una combinazione di varie forme di pressione, stiramento, scivolamento lungo e lento sulla pelle, frizione fluida, manipolazioni articolari passive, martellamento ritmico, prese di integrazione e di espansione, bilanciamento cranio sacrale e lavoro neuromuscolare preciso.
Prima di ricevere un massaggio californiano, si consiglia di fare una doccia o un bagno caldo. Questo non solo aiuterà i muscoli a rilassarsi in vista del massaggio, ma rimuoverà anche eventuali oli o profumi dal corpo, che potrebbero reagire con i prodotti applicati dalla massaggiatrice o massaggiatore.
Massaggio californiano: quali sono i benefici?
Fermo restando che il massaggio californiano è adatto a tutte le età e alle donne in gravidanza, questa tecnica è pensata specificamente per le persone che soffrono di dolore cronico o che vogliono alleviare lo stress, in quanto fornisce un rilassamento profondo e un sollievo dalla tensione muscolare.
Dal punto di vista fisico, le tecniche di massaggio californiano aumentano il flusso sanguigno e linfatico, migliorano l’ossigenazione, rilassano la struttura muscolare e alleviano profondamente la tensione. Liberando le emozioni sepolte, questa tecnica di massaggio può aiutare il ricevente a ricentrarsi e a ripristinare l’equilibrio interiore.
Tenendo conto di ciò, i principali benefici del massaggio californiano sono:
- Allevia le tensioni quotidiane, riducendo lo stress.
- Aiuta a sbloccare contratture, tensioni muscolari, recupero da infortuni.
- Migliora la circolazione sanguigna, contribuendo a ossigenare ogni parte del corpo.
- Elimina le tossine.
- Migliora il tono muscolare, la posizione del corpo, crea ampiezza del corpo.
- Dà sostegno in un momento di stress emotivo, come la depressione o la demotivazione generale.


